SCIENZA&LIBRI/ Da Habilis a Jobs: due milioni di anni con la tecnologia

- Gianluca Lapini

Da Habilis a Jobs: due milioni di anni con la tecnologia. un libro di Massimo Guarnieri per approfondire le tematiche di campo del sapere tecno-scientifico.

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Il prof. Massimo Guarnieri, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, è uno stimato docente e ricercatore nel campo dell’Elettrotecnica, ma è anche il titolare, ormai da molti anni, di uno dei pochissimi corsi universitari di Storia della Tecnologia, una materia che purtroppo continua a essere drammaticamente assente dal panorama dell’istruzione tecnica superiore del nostro paese, dove anche la pubblicazione di libri di questo argomento, continua a essere scarsa (salvo le traduzioni di testi stranieri, specialmente dell’area anglosassone).

Già il titolo ci sembra che non lasci dubbi sulle intenzioni dell’autore di seguire lo sviluppo della tecnologia proprio dalle sue più remote origini (due milioni di anni con la tecnologia) e di evidenziare la sua fondamentale funzione di modellatrice di tutta la cultura umana. Intenzioni che peraltro vengono chiaramente espresse fin dalle primissime righe della prefazione, dove si legge: «Questo non è soltanto un libro di storia della tecnologia. Racconta piuttosto la storia della creatività pratica dell’uomo e come questa sia sempre stata interconnessa con altri ambiti umani: sociale, politico, bellico, etico, artistico, spirituale e religioso…».

Infatti Guarnieri non manca (lungo tutti i capitoli) di richiamare puntualmente i principali avvenimenti politici, artistici, culturali che fanno da contorno alla evoluzione delle tecniche e delle tecnologie, che egli descrive nel loro comparire nel corso dei secoli. L’impianto del testo è in effetti essenzialmente di tipo cronologico, il che non impedisce all’autore di gestire con efficacia gli intrecci temporali e le sovrapposizioni fra luoghi e culture. Un po’ più difficile risulta peraltro, con questo tipo di impianto, far cogliere le “ascendenze” di alcune invenzioni, che possono avere radici molto lontane ed evoluzioni lunghe e complesse. Così come le storie personali di tanti inventori e innovatori e le vicende dei loro tempi.

La suggestiva copertina del volume, che gioca su di un intrigante scambio fra gli oggetti tenuti in mano da un Homo Habilis (uno smartphone) e da Steve Jobs (un chopper, cioè un utensile primitivo), potrebbe far pensare che l’intenzione dell’autore sia quella di celebrare il progresso, “le magnifiche sorti e progressive” del genere umano. Ma in realtà l’obbiettivo non è celebrativo, né ci sembra che con questo suo “prenderla così alla larga” l’autore voglia esaltare i fasti di una “multinazionale”, la “Homo Sapiens&C”, di lunghe tradizioni, e di grandi capacità inventive e innovative, così come a volte fanno certi storici che scrivono le storie di società o di tecnologie di successo. L’intenzione è piuttosto quella di mettere in guardia, in primis gli allievi ingegneri che gli sono affidati, nei suoi corsi tecnologici e storici, sui problemi che sorgono a causa del ruolo che la tecnologia ha avuto e sempre più ha assunto nella civiltà umana. Ciò risulta particolarmente chiaro dalle considerazioni e riflessioni che Guarnieri svolge in un ampio capitolo finale, riprendendo in maniera chiara ed equilibrata i pro e i contro della questione “tecnologia”, che sono stati espressi anche da illustri filosofi e studiosi di scienze sociali.

Ma, è chiarissima la tesi dell’autore, i problemi della tecnologia non si risolveranno, se non si è consapevoli del suo complesso, ineluttabile ed inestricabile intreccio con tutta la vicenda umana, dalle origini ad oggi. Consapevolezza quindi di una Storia tecnologica che devono avere, o meglio devono conquistare, per primi, i tecnologi (specie quelli moderni, che forse non l’hanno mai avuta), ma anche tutti gli altri attori delle vicende umane che troppo a lungo si sono dimenticati della tecnologia nello scrivere le loro storie.

Per concludere ci sembra di poter affermare che con la pubblicazione di questo libro, frutto maturo di un più che decennale lavoro, il prof. Guarnieri si pone come un riferimento, d’ora innanzi ineludibile, per quanti in Italia sono interessati alla Storia della Tecnologia. Questo ponderoso manuale va inoltre a colmare un vuoto di alternative editoriali di uguale dignità e rilevanza; infatti niente di simile è più comparso nel nostro paese dopo la pubblicazione della monumentale “Storia della Tecnologia” di Charles Singer&C, la quale è pur sempre valida ed è stata più volte rieditata dalla Bollati-Boringhieri, ma risale ormai a decenni fa.
Dunque un compendio sistematico e razionale, un volume utilissimo sia per orientarsi, sia per approfondire le tematiche di campo sterminato del sapere tecno-scientifico, che non dovrà quindi mancare nelle biblioteche scolastiche o di facoltà (forse un po’ meno in quelle personali, per il prezzo inevitabilmente elevato, a causa della mole dell’opera).

 

Massimo Guarnieri

Da Habilis a Jobs: due milioni di anni con la tecnologia

Società Editrice Esculapio, Bologna 2019

Pagine 1.006, euro 85

(disponibile anche come ebook-pdf)

(Recensione di Gianluca Lapini)

 

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