ACQUA SULLA LUNA/ La scoperta che potrebbe dare il via alla costruzione di basi lunari

- La Redazione

Produrre acqua dai crateri permanentemente all’ombra, questo potrebbe essere il meccanismo che consentirebbe l’insediamento di esseri umani sul satellite

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Da quando il primo uomo mise piede sulla Luna e riportò alcuni massi da questra prelevati sulla Terra gli scienziati hanno sempre pensato che la supreficie del satellite fosse assolutamente “disidratata”. Ma alcune nuove osservazioni fatte da tre differenti navette spaziali hanno lasciato tale affermazione sospesa in una definizione del tipo “insufficienza di prove” dell’esistenza dell’acqua sulla Luna. Le nuove scoperte, dettagliatamente pubblicate lo scorso 25 settembre sul giornale Science, sembrarono destare ulteriori prove dell’esistenza dell’acqua sul polo ghiacciato del nostro satellite. Fino alla conferma: la Luna possiede la comune acqua. Intendiamoci, non si tratta dell’acqua del nostro rubinetto, bensì di residui di ghiaccio primordiale e in pochissimo quantitativo. La Luna rimane al pari dei nostri deserti per quantità d’acqua presente. Ciononostante la notizia è da ritenersi eccezionale. «Pensiamo che le molecole d’acqua ritrovate potrebbero spiegare il meccanismo attraverso il quale ottenere altra acqua dai crateri permanentemente oscurati dall’ombra».

Così ha detto il geologo planetario Carle Pieters della Brown University nel Rhode Island che ha seguito uno dei tre studi pubblicati su Science sul ritrovamento lunare. La presenza di acqua sulla Luna potrebbe rappresentare il trampolino di lancio per la costituzione di basi umane sul nostro satellite.



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