ALLERGIA AL FREDDO/ Il caso estremo di una bambina che non può mai stare al di sotto dei venti gradi di temperatura

- La Redazione

Il caso estremo di una allergia al freddo

soffione-R400 Allergie rare

Morire di freddo. Nel senso letterale del termine. E’ quello che potrebbe succedere in ogni momento a una bambina americani di 9 anni, che soffre di una forma virulenta di allergia al freddo. Tanto che non può Nè giocare con la neve d’inverno né andare in piscina d’estate. Ma non solo…

– Fra i tanti tipi di allergie che possono colpire l’essere umano, quella al freddo è una delle più temibili. Bene o male tutti soffrono il freddo, tanto che si potrebbe dire che ogni essere vivente è allergico alle basse temperature. Ma la “cold urticaria” , l’orticaria da freddo, come si chiama in inglese, è mortale per chi ne soffre in modo grave. L’allergia al freddo colpisce a vari livelli: dalle persone che risentono solo di problemi estetici, i cosiddetti “pomfi”, chiazze rosse che si manifestano sulla pelle immediatamente dopo una esposizione al freddo.

Possono durare da trenta minuti a tre ore. Ma l’allergia al freddo non colpisce solo la pelle: anche ingerire bevande e cibi freddi può determinare il cosiddetto “edema della glottide” vale a dire una manifestazione allergica a livello della mucosa orale e laringea. In questi casi le conseguenze possono portare anche al decesso. Spesso le orticarie da freddo possono essere associate ad altre orticarie di tipo fisico quali l’orticaria dermografica (pomfi che si sviluppano in sede di sfregamento) e colinergica (piccoli pomfi che si sviluppano dopo esposizioni ad ambienti caldi o sudorazione).

 

L’orticaria da freddo può essere riconosciuta mediante il classico test del cubetto di ghiaccio: tenendo il cubetto sulla faccia superiore dell’avambraccio per 5 minuti si sviluppano i pomfi. La terapia più usata, anche se le conoscenze approfondite di questa allergia sono ancora poche, è un farmaco, la ciproeptadina, ma anche la doxepina e la cinnarizina. Purtroppo ci sono però anche casi estremi di orticaria dal freddo, come quello di cui soffre una bambina americana di 9 anni.

Priscilla Pomerantz, un nome da principessa delle fiabe. E la sua storia fa venire davvero in mente certe maledizioni che le streghe cattive lanciavano sulle piccole principesse, del tipo quella della bella addormentata nel bosco. Purtroppo la storia di Priscilla è vera. La bambina si è ammalata di orticaria da freddo, allergia al freddo quando aveva 7 anni.

La bimba vive nello Stato di New York, una regione che per sua sfortuna è abituata a inverni rigidissimi, con neve e temperature sotto lo zero. Cosa vuol dire soffrire di orticaria del freddo in modo estremo? Vuol dire tenere costantemente sotto controllo il livello della temperatura di ogni ambiente dove ti trovi, che non può mai scendere sotto i venti gradi. Vuol dire non poter fare alcuna attività fisica perché il tuo stesso sudore può far scendere la temperatura corporea e quindi esporti ai tutti i rischi della malattia.

 

Che non sono solo i pomfi, le chiazze sulla pelle: si tratta di morte. Priscilla è infatti costretta ad assumere antistaminici due volte al giorno perché la sua allergia le può causare in qualunque momento uno shock anafilattico. Se beve qualcosa di freddo, o va all’aperto (ma anche in casa) a temperature sotto i 20 gradi, comincia immediatamente a tremare, a vomitare e ad avere difficoltà respiratorie.

Queste crisi possono durare un paio d’ore fino a tre giorni consecutivi. Per fare il bagno, la temperatura dell’acqua nella vasca deve essere di almeno trenta gradi mentre la temperatura della stanza da bagno deve arrivare almeno a 32 gradi. I genitori di Priscilla, mentre lei si lava, riscaldano i vestiti che dovrà indossare in modo che possa indossarli immediatamente uscendo dall’acqua e trovarsi già a una accettabile temperatura corporea. Ovviamente alla bambina è proibito fare bagni in piscina o al mare, così come le è vietato giocare nella neve.

E d’estate non va molto meglio per Priscilla: l’aria condizionata di ristoranti o negozi le è assolutamente vietata. Non solo: non può neanche mangiare un gelato o bere una bevanda fresca. Una vita d’inferno? Be’ no, nonostante il caldo a cui deve sempre stare sottoposta. Priscilla è comunque una bambina felice, circondata dall’affetto continuo dei suoi genitori. Che si lamenta solo del fatto di non poter andare a giocare in piscina con i suoi amici. Priscilla ha accettato il fatto che la sua vita è in costante pericolo. Purtroppo, dal punto di vista medico si conosce ancora molto poco di questa allergia. Tutto quello che i genitori possono fare è "tenerla al caldo".

 

Le reazioni del corpo umano all’ambiente che ci circonda sono davvero tante e d tipo bizzarro. Tale da rendere una avventura continua la vita delle persone che ne sono colpite. E’ il caso di una ragazza australiana che, dopo una tonsillite, si è scoperta allergica all’acqua. Aveva 14 anni e per curare la malattia le fu prescritta una forte dose di penicillina.

La conseguenza è che adesso solo entrare in contatto con gocce d’acqua le provoca fastidiose eruzioni cutanee: è la aquagenic urticaria, ne soffrono pochissime persone per cui non esiste una cura. Ovviamente la ragazza non può fare docce o lavarsi con un bagno: deve lavarsi di rado e mai per più di 60 secondi. Non è una allergia, ma è un’altra malattia davvero incredibile. Claire, una ragazza inglese, si addormenta anche 100 volte al giorno. Non è narcolessia la sua, la malattia del sonno: la sua è cataplessia, cioè qualunque tipo di emozione un po’ più forte del normale anche un saluto o una risata) l provoca un pisolino immediato. Si tratta di pisolini che vanno dai 30 secondi ai 5 minuti.

In realtà più che addormentarsi, Claire rimane paralizzata: "Quando mi vengono questi attacchi" spiega "io rimango lucida, avverto tutto quello che succede intorno a me, sono solo impossibilitata a muovermi". Claire prende farmaci che la aiutano, ma ovviamente non può guidare la macchina.





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