ANNO DELLA LUCE/ Laboratori scolastici illuminati a ScienzAfirenze

- Roberto Sanvito

Si sta celebrando in tutto il mondo l’iniziativa l’Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce che mira ad accrescere la conoscenza di ciascuno di noi ROBERTO SANVITO

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Attività sperimentale a ScienzAfirenze

Se si considerano le finalità di un’iniziativa come l’Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce (IYL 2015), che si sta celebrando in tutto il mondo, si possono trovare affermazioni un po’ generiche accanto ad altre più stimolanti. Quando il 20 dicembre 2013 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato l’IYL2015 ha parlato di ‘un’iniziativa globale che mira ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza di ciascuno di noi sul modo in cui le tecnologie basate sulla luce promuovano lo sviluppo sostenibile e forniscano soluzioni alle sfide globali ad esempio nei campi dell’energia, dell’istruzione, delle comunicazioni, della salute e dell’agricoltura’.

Poi però si è passati agli obiettivi più specifici; e qui si è parlato, tra l’altro, di: contributo delle tecnologie della luce al miglioramento della qualità della vita; di riduzione dell’inquinamento luminoso e dello spreco di energia; di promozione dell’istruzione tra i giovani. In questo ambito l’Unesco ha voluto evidenziare in modo particolare ‘il ruolo fondamentale dell’uso di laboratori hands-on, esperimenti e giochi didattici nel trasmettere la conoscenza scientifica ai giovani’. Questa finalità riecheggerà in modo molto speciale domani e dopo nell’Aula Magna del Polo delle Scienze Sociali dell’Università di Firenze, dove convergeranno da tutta Italia studenti e insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado per la 12esima edizione di ‘ScienzAfirenze’, un’iniziativa promossa da Diesse Firenze e Toscana in collaborazione con MIUR, IPS ‘Sassetti-Peruzzi’ di Firenze, Associazione Euresis e la rivista Emmeciquadro. Il tema di quest’anno non poteva che essere la luce, che gli organizzatori hanno declinato così: ‘La luce. Mezzo di studio e oggetto d’indagine’, per puntare l’attenzione degli studenti su questa duplice valenza dei fenomeni luminosi che hanno sempre attratto l’ammirazione dell’uomo per la natura stupefacente di molti fenomeni e al tempo stesso ha stimolato la loro applicazione come strumenti di ricerca nei campi più disparati. È una duplice valenza che mai come in quest’ultimo secolo si è manifestata e che promette di accompagnarci ancora in futuro. Basti pensare al secolare dibattito tra natura corpuscolare e ondulatoria della luce, che ha avuto nei primi decenni del ‘900 la sua non-conclusione con l’affermarsi di entrambe le nature nell’ambito della meccanica quantistica, certificando una dualità che ancora non soddisfa non solo i filosofi ma anche molti fisici.

Sul versante delle applicazioni però la stessa meccanica quantistica ci ha regalato possibilità inaspettate, alcune delle quali sono diventate ormai presenza normali e quasi scontate in molti ambiti della vita e del lavoro. Si pensi alla varietà di microscopi ultrapotenti: dai vari microscopi elettronici (a scansione, a trasmissione…), a quelli a fluorescenza (illuminati dal premio Nobel per laChimica 2014) che hanno inaugurato il passaggio dalla microscopia alla nanoscopia. Per non parlare del laser e delle sue innumerevoli applicazioni, dall’industria, all’analisi ambientale, alle opere d’arte. E che dire degli onnipresenti LED, che stanno letteralmente trasformando il mondo dell’illuminazione artificiale (non senza un doveroso passaggio a Stoccolma a ritirare il Nobel per la Fisica, come hanno fatto nel dicembre scorso i tre giapponesi inventori del LED Blu).

Con strumenti come quelli oggi disponibili, le nostre possibilità di osservazione della natura sono aumentate in modo vertiginoso e si sono aperte piste di conoscenza prima impensabili. Il concetto stesso di ‘osservazione’ e di ‘visione’ si è trasformato. Le immagini catturate dai moderni strumenti di indagine sono più vicine a delle formule matematiche che a delle fotografie e solo un raffinato lavoro di elaborazione computerizzata consente di apprezzare la bellezza della natura sottostante.

Questi e molti altri aspetti saranno proposti all’attenta audience di ScienzAfirenze 2015: sia nelle due relazioni del convegno, di Alessandro Farini e Sergio Musazzi, che svilupperanno i due versanti del titolo; sia nei lavori presentati dagli studenti, alcuni dei quali si porteranno a casa i meritati premi messi a concorso: tre per il biennio e tre per il triennio. Sì, perché la sottolineatura dell’Unesco sui giovani e sul ruolo di laboratori ed esperimenti troverà qui una robusta documentazione. Anzi; quello che verrà descritto nelle testimonianze dei gruppi di studenti è molto più dell’hands-on auspicato dai promotori dell’IYL 2015. Non si tratta solo di qualche attività pratica episodica, che può attrarre e incuriosire i ragazzi. Si tratta di impostare l’insegnamento scientifico secondo tutta l’ampiezza delle sue dimensioni, compresa quella sperimentale che però non è riducibile alla pura attività strumentale e laboratoriale: implica infatti una visione ampia del lavoro scientifico, ricco di tutta una sua portata conoscitiva e un suo valore culturale.

Per questo la partecipazione di una cinquantina di scuole che hanno inviato i loro lavori sperimentali al Concorso di ScienzAfirenze 2015 è una notizia; che getta una luce speciale su questo Anno della Luce.

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