CERVELLI IBERNATI/ La vita eterna per solo 10mila dollari, parola di start up

- Paolo Vites

Una start up aperta da due ex studenti americani promette il procesos di vetrificazione tramite ibernazione del cervello umano, in modo possa essere usato anche fra centonanai di anni

Cervello_wikipedia_2017 Curare la dislessia modificando il cervello - Wikipedia

Non basta ibernare i corpi, come già si fa in cliniche specializzate, adesso si può ibernare solo il cervello. Il sogno della vita eterna, essere tenuti congelati sotto zero per poi essere risvegliati fra qualche secolo. E’ il tema di tanti libri e film di fantascienza, ma è già in atto da tempo. Anche se non si è mai capito, sempre che funzioni, chi ci sarà fra mille anni a risvegliare l’ibernato. Adesso una start up aperta da due ex studenti americani del Mit di Boston, la Nectome, promette di conservare perfettamente il cervello trasformandolo in vetro ghiacciato (la vetrificazione è il processo durante il quale un liquido si trasforma in solido amorfo. Tale processo avviene in seguito ad un brusco raffreddamento del liquido, per cui il solido che si viene a formare viene anche detto “liquido sottoraffreddato“). Attenzione:  il cervello deve essere ibernato nell’istante esatto in cui uno muore. E qui già ci sarebbero dei problemi, perché ormai comprovato che anche dopo che sono cessate le funzioni vitali del nostro corpo, il cervello continua a funzionare per diversi secondi, anche quasi un minuto.

Il fatto è che, nelle intenzioni dei due ricercatori, non bisogna danneggiare alcuna delle informazioni contenute nell’organo. Altra cosa che inquieta: scrive in un articolo la Mit Technology Review, che per ottenere il miglior risultato bisogna praticare l’eutanasia su pazienti in stadio terminale (e chi lo assicura?). In questo modo il cervello sarebbe “perfetto” e si potrà prolungarne l’esistenza e la funzione per centinaia o anche migliaia di anni. Sono aperte le iscrizioni (dopo un test fatto sul cervello di una donna appena morta): basta pagare diecimila dollari che potranno essere restituiti se il paziente cambia idea. Si potrebbe dire: se il suo cervello comincia a funzionare davvero… Ci sono già 25 persone in lista di attesa. Insomma, si presume che la mente umana potrà essere uploadata nel cloud, come si fa con mail e messaggistica varia. Non è un po’ umiliante? Ma poi, ci chiediamo, quel cervello che fine farà? Chi e in quale corpo lo impianterà? C’è davvero materiale per un film horror, anche perché la Nectome sta discutendo con gli avvocati se tutto questo è a norma di legge. 





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