SCUOLA/ “Classifica Eduscopio, educazione e cura valgono più della performance”

- Martino Frizziero

Il Liceo Bruni di Padova è ai primi posti a livello nazionale di Eduscopio. Il Bruni porta al diploma il maggior numero possibile di studenti

scuola registro classe lapresse1280 640x300 (LaPresse)

Abbiamo accolto con soddisfazione la pubblicazione della classifica Eduscopio 2023 elaborata dalla Fondazione Agnelli che quest’anno colloca il Liceo Scientifico Romano Bruni nella terza posizione tra i licei scientifici (statali e paritari) della città di Padova, confermando il trend dell’istituto, positivo da diversi anni e sempre ai primi posti. Confrontando il nostro risultato dell’indice FGA con quello di tanti altri licei paritari ci troviamo ai primissimi posti anche su scala nazionale. Come si sa, i dati elaborati riguardano il percorso post-diploma degli ex alunni delle scuole superiori e monitora il loro progresso nel primo anno di studi universitari. I nostri ex alunni hanno quindi iniziato in modo proficuo i loro studi mostrando di aver ricevuto una buona preparazione metodologica e soprattutto di averla interiorizzata e attivata per affrontare il mondo universitario. Ma cosa è accaduto prima? E cosa accadrà dopo?

Il risultato lusinghiero, per quanto ci riguarda, non è frutto di una cultura della selezione, ma di una cultura della cura. È questo il dato interessante, e per certi versi unico, che viene mostrato dall’ultimo indicatore della classifica che la Fondazione Agnelli ha inserito dal 2018/19: “Diplomati in regola”, ovvero la percentuale degli studenti che, partiti al primo anno, arrivano al diploma. Scrive la stessa Fondazione: “Si tratta di un indicatore importante, perché ci dice per ogni scuola quanti studenti iscritti al primo anno hanno raggiunto senza bocciature il diploma 5 anni dopo. Se la percentuale è alta, la scuola è molto inclusiva e si impegna a portare avanti il maggiore numero di studenti, senza praticare una severa politica di scrematura: così gli studenti hanno percorsi più regolari. Se è basso, la scuola è molto selettiva e gli studenti sono incappati in bocciature e/o hanno abbandonato l’istituto”.

Nel nostro liceo l’indicatore è all’88%, un dato che distacca ampiamente le altre scuole che, invece, coniugano i primi posti nella classifica con percentuali del 60%, ovvero su 10 studenti, solo 6 arrivano al diploma con un percorso regolare. Mantenere dunque ottimi risultati senza una selezione generalizzata è una sfida avvincente e non sempre facile, perché passa per l’attenzione al singolo studente.

Questa cura non ha come elemento fondamentale la performance, ma il continuo richiamo al lavoro e alla capacità critica dello studente, che ogni mattina è invitato ad esercitare di fronte agli argomenti proposti dai docenti. Senza sconti sulle materie e sulle valutazioni, ma con attenzione al suo progresso e alla sua persona. Ognuno è così chiamato a dare il suo massimo. Questo avviene imparando il metodo specifico per comprendere ciascuna disciplina e maturando una consapevolezza di sé, dei propri limiti e dei propri talenti. L’elemento scatenante di questo lavoro pensiamo stia in questo: che lo studente avverta nel docente una vigile passione per la realtà, per il fenomeno studiato, e per la sua stessa persona in modo che ogni elemento della disciplina (umanistica o scientifica) desti curiosità e voglia di comprendere. Per poter mantenere vivo questo approccio i docenti lavorano in team, continuamente accompagnati anche loro a riprendere con attenzione il proprio lavoro.

Oltre a queste considerazioni è altrettanto importante ricordare che c’è ben altro e che l’assunto per cui la scuola migliore sia quella i cui ex studenti fanno bene il primo anno di università è piuttosto riduttivo. Può essere che faccia un buon orientamento, che gli studenti provengano da un contesto sociale elevato e favorente gli studi post-diploma e via dicendo. Crediamo infatti sia che la scuola formi a ben di più, sia che il suo effetto sia ben più a lungo termine. L’indicatore che non si può rilevare è infatti l’educazione, la capacità di affrontare le sfide della vita e non solo dello studio, di essere capaci di andare nel mondo, all’estero, di maturare esperienze per formare la propria strada anche al di là dei soliti percorsi e schemi che le classifiche non certo rilevano. Riteniamo dunque che il contributo che la scuola può dare al mondo, e non solo a quello universitario, è quello di formare una persona capace di affrontare la realtà secondo i metodi che essa stessa richiede e curiosa di cercare il senso a tutto ciò che accade.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Scuole Superiori

Ultime notizie