SCUOLA/ Consiglio superiore della pubblica istruzione, il senso di un voto “utile”

- Ezio Delfino

Si svolgeranno lunedì 7 maggio le votazioni della componente elettiva del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Più partecipazione fa bene alla scuola

scuola ministero istruzione 1 ansa1280 640x300 Il ministero dell'Istruzione (Ansa)

Con l’ordinanza ministeriale n. 234/2023 il ministro dell’Istruzione e del Merito ha fissato a martedì 7 maggio 2024 dalle ore 8 alle ore 17 la data per le votazioni della componente elettiva del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) a cui sono chiamati tutti i docenti, i dirigenti scolastici e il personale educativo e ATA delle scuole statali per eleggere le proprie rappresentanze. Il CSPI è il massimo organo consultivo collegiale della scuola italiana ed è composto da 36 membri, di cui 18 di nomina elettiva, e dura in carica cinque anni. Partecipano al CSPI anche tre rappresentanti delle scuole paritarie, nominati dal ministro, tra quelli designati dalle rispettive associazioni.

Il CSPI – istituito nell’anno 1847 nel Regno di Sardegna come organo consultivo dapprima di nomina regia, poi governativa e, infine, elettivo dal 1948 – divenne “Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione” con il DPR 416/1974, con ruoli successivamente ridefiniti dal Testo unico del 1994. Con la riforma degli organi collegiali contenuta nel Dlgs n. 233/1999 il Consiglio Nazionale fu, quindi, sostituito con il nuovo “Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione”, più snello, costituitosi con le elezioni del 2015.

Al CSPI sono attribuiti ruoli di “garanzia dell’unitarietà del sistema nazionale dell’istruzione” e di “supporto tecnico-scientifico per l’esercizio delle funzioni di governo nelle materie istruzione universitaria, ordinamenti scolastici, programmi scolastici, organizzazione generale dell’istruzione e stato giuridico del personale”. È chiamato, inoltre, a dare un parere sulle proposte sottopostegli dal ministro dell’Istruzione e ad esprimersi anche autonomamente su materie legislative riguardanti la pubblica istruzione.

Con quali criteri vivere questa occasione elettorale?

Una soggettività nuova

Siamo indubbiamente in un tempo caratterizzato, anche a scuola, da complessità e difficoltà oggettive che allontanano dalla partecipazione attiva, scoraggiano l’impegno, indeboliscono la ricerca del bene comune e della solidarietà professionale e favoriscono l’individualismo. Per questo le elezioni del CSPI rappresentano un appuntamento importante nel sistema scolastico italiano attraverso il quale giocare una consapevolezza professionale che guidi a individuare e sostenere nelle liste promosse da associazioni e sindacati persone capaci di sviluppare un confronto qualificato e rappresentativo nei confronti di chi guida il ministero dell’Istruzione.

Una consapevolezza che non può non guardare a quello che realizzano le diverse associazioni professionali scolastiche con molteplici iniziative di formazione, di incontri e di supporto che nessun Governo riuscirebbe a programmare né a fare: costruire luoghi di relazionalità prossima e nuova nelle scuole, tra le scuole e tra le stesse associazioni e raccordare progettualità innovative; luoghi che sostengono la responsabilità personale e promuovono una socialità positiva e creativa.

In questa prospettiva le elezioni del CSPI possono rappresentare l’esercizio di una soggettività personale e associativa e l’avvio di un tempo nuovo in cui aiutarsi ad uscire dalla condanna dell’individualismo e tornare alla virtù della collaborazione, mettendo a fattor comune – fino a chiedere di valorizzarle – professionalità, buone pratiche, esperienze di innovazione. Un voto che attinge nel desiderio di dare valore a ciò che accade, ai fatti, agli incontri, alle occasioni di cui è ricca la quotidiana vita scolastica fino a renderle esperienze da rappresentare e mettere a sistema nella interlocuzione con gli organi ministeriali e governativi. Un voto convinto, insomma, che non si accontenta di slogan o di idee, ma che attinge alla consapevolezza di essere ciascuno soggetto nella propria azione professionale e chiede di sostenere soggetti.

Il valore dell’associazionismo

Persone che si giocano nella professione educativa e che si mettono insieme per condividere compiti e pratiche del proprio lavoro rappresentano una novità per la scuola. Le associazioni professionali e sindacali di scuola rappresentano una risorsa per la persona perché fanno circolare esperienze, giudizi e strumenti e sono una risorsa anche per la scuola perché esprimono un luogo di continuo paragone e di mutuo aiuto per rispondere all’attuale domanda di educazione e di istruzione dei giovani. Realtà associate che hanno come scopo quello di mantenere viva una idealità e di sviluppare, anche attraverso rappresentanze nel Consiglio Superiore, criteri e proposte di miglioramento degli strumenti legislativi.

L’autonomia

Le realtà in cui, ora più di prima, giocare l’iniziativa personale e associativa e realizzare proposte formative efficaci non possono che essere scuole concepite ed organizzate come luoghi di libertà educativa e di intrapresa culturale. Il punto di riconoscimento tra chi è chiamato al voto e chi sarà chiamato alla rappresentanza nel CSPI è, per questo, la concezione dell’autonomia degli istituti scolastici come spazio di iniziativa che si organizza per uno scopo: adulti professionisti che insieme promuovono un’opera e reti di esperienze virtuose come punto con cui parametrarsi per elaborare correttivi e migliorie normative.

Un voto da protagonisti

Queste alcune consapevolezze, ragioni e prospettive con cui paragonarsi per partecipare alle prossime votazioni del CSPI, identificando e sostenendo i candidati che provengono da realtà associative e che intendono salvaguardare e promuovere, nell’interlocuzione con il ministero, il protagonismo professionale, l’innovazione e gli spazi di libertà educativa.

Un’occasione preziosa per riconsiderare il gusto della propria professionalità educativa, per rilanciare una corresponsabilità tra soggetti e per sostenere l’autonomia scolastica come leva per la promozione di un moderno sistema di istruzione.

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