SCUOLA E CONTAGI COVID, CRISANTI “MANCANO GLI STUDI”/ “Non c’è infezione? È un dogma”

- Silvia Polvere

Scuola e Covid, secondo Crisanti mancano studi su contagi. “Non c’è infezione? E’ un dogma”, spiega il microbiologo che propone una “sperimentazione”

crisanti azzolina
Il virologo Andrea Crisanti (da Facebook)

Il microbiolgo Andrea Crisanti ha affermato che non esistono dati scientifici sul ruolo delle scuole nei contagi Covid, “per questo motivo è necessario avviare una sperimentazione specifica in questo momento cruciale”. Terminate le vacanze natalizie, è momento per i ragazzi di tornare a scuola. Mentre la curva dei contagi torna a salire, cresce la preoccupazione che le scuole possano rappresentare un pericolo nella trasmissione del virus. Una situazione che si fa sempre più difficile da sostenere: da marzo 2020, quando l’emergenza sanitaria è scoppiata nel nostro paese, i giovani hanno pagato un prezzo altissimo. Lontani dai banchi di scuola, costretti a seguire la didattica a distanza in un momento in cui il contatto con i docenti e con i propri coetanei è fondamentale, bambini e ragazzi rischiano di subire dei contraccolpi notevoli per la loro istruzione. “Ancora oggi  – ha spiegato Crisanti a diversi quotidiani – non sappiamo quanto le scuole contribuiscano alla trasmissione del virus e questo penso sia inaccettabile”.

SCUOLA E  COVID, LA PROPOSTA DI ANDREA CRISANTI

Secondo il parere del microbiologo Andrea Crisanti, il Governo dovrebbe procedere selezionando all’interno del paese una zona gialla, una zona arancione e una zona rossa. All’interno di ciascuna di esse andrebbe individuate delle scuole da tenere aperte per due o tre settimane, in modo da studiare cosa succede. A quel punto ci sarebbe un campione statistico valido per effettuarle delle valutazioni sul ruolo della scuola nei contagi Covid e prendere delle decisioni. “Abbiamo assunto come un  dogma che dentro la scuola non ci sia trasmissione, ma in realtà non c’è nessuna evidenza scientifica a riguardo a riguardo – ha affermato il microbiologo – I dati non sono stati resi pubblici, non sono stati analizzati dalla comunità scientifica. La cosa paradossale è che in Italia abbiamo fior di matematici e fisici che sarebbero in grado di dare risposta a queste domande” . Crisanti è stato protagonista del contenimento della prima ondata nella Regione Veneto, di cui è stato consulente. Una voce autorevole, quindi. “Così è come procederei per valutare se riaprire le scuole – ha affermato – anche perché penso che andremo avanti con le zone gialle, arancioni e ancora per un bel po’”.

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