SCUOLA/ Empatia, progetti e novità: a Valdobbiadene si ridiventa protagonisti

- Marco Ferrari

Al primo Festival nazionale dell’innovazione scolastica c’erano 52 scuole e 25 progetti. Presenti Bianchi e Vittadini. Una galassia di novità, progetti e relazioni buone

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Festival dell'innovazione scolastica. Il primo a destra del Manifesto è il ministro Bianchi (Foto Fis)

52 scuole candidate da tutta Italia. 25 progetti selezionati da un autorevole comitato scientifico. 160 docenti e dirigenti, da Catania a Bolzano, partecipanti in presenza per due giornate di inizio settembre nelle colline di Valdobbiadene, patrimonio dell’Unesco. Sono i numeri della prima, audace, edizione del Festival nazionale dell’innovazione scolastica (Fis).

In presenza presso le aule e gli spazi dell’Iis Verdi e della scuola di formazione Dieffe, sono stati presentati 25 progetti in stile Ted-Talk (10 minuti di presentazione con 15 minuti di domande agli speaker per ogni progetto, in 6 sessioni parallele guidate ciascuna da un discussant): dalla Divina Commedia in coding dell’Istituto tecnico economico “Gioacchino Russo” di Paternò al progetto di economia civile dell’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Lecco, dal career service del Liceo “Malpighi” di Bologna al podsofia (il podcast di filosofia) del Liceo classico “Pitagora” di Crotone alla didattica per commesse di Cometa formazione di Como al progetto “Opera d’arte” dell’Istituto comprensivo “Zanzotto” di Vittorio Veneto fino ai “prodotti di classe” della Dieffe di Valdobbiadene.

Una galassia di novità, di vita, di relazioni buone che mostrano che la scuola è viva e che ci sono punti di luce su cui scommettere.

“Il Festival dell’innovazione scolastica è esso stesso una vera innovazione per la scuola italiana” ha detto Giorgio Vittadini, membro del comitato scientifico, a seguito dell’intervento del ministro Bianchi, che ha onorato i partecipanti con la sua presenza e con la firma del Manifesto dell’innovazione scolastica redatto dai promotori. “Valdobbiadene è la capitale dell’innovazione. Grazie per quello che avete fatto e per avermi invitato” ha detto il ministro. Che ha aggiunto: “Andate avanti, fate conoscere a tutte le scuole del paese i progetti che avete presentato, siete un modello di riferimento per tutte le scuole. Dal prossimo anno ci sarà una giornata nazionale dell’innovazione scolastica, che avrà come sua sede il Festival di Valdobbiadene il primo weekend di settembre”, perché “la condivisione è elemento fondante della nostra capacità educativa”.

“Voglio essere il primo – ha detto ancora il ministro Bianchi – a firmare il Manifesto del Festival dell’innovazione, dove ogni istituto racconta la propria esperienza e rende tutti partecipi. La scuola è dialogo. Mai come in questo momento il Paese ha bisogno della scuola come luogo di riunificazione. L’emergenza Covid ha messo a nudo le difficoltà, ma ha anche messo in evidenza la nostra capacità di innovazione”.

È la “scuola affettuosa” che Bianchi promuove nel suo intervento, quella che non funziona senza empatia e che impedisce a chi cade di sentirsi solo, come ricorda Valentina Santarpia sul Corriere della Sera, presente al Festival.

Così recita il preambolo del Manifesto, redatto dai promotori a partire dalle esperienze di innovazioni condivise al Festival: “L’innovazione scolastica non nasce a partire da proclami astratti, ma è possibile e permanente se nasce nel terreno dell’esperienza di chi vive nella scuola, ricca del bagaglio di conoscenze, di opere scientifiche, artistiche e storiche, aperta alle sfide locali e globali, mossa dal desiderio di mettersi a servizio del bene di tutti. Il Festival dell’innovazione scolastica intende raccogliere e valorizzare il patrimonio delle esperienze di innovazione che le persone che lavorano nelle scuole italiane hanno prodotto in questi anni. Innovare significa tradurre il passato in una forma nuova, offrendo agli altri una scoperta inedita, rispondendo a un bisogno, a un’esigenza, a un problema, per il bene di ciascuno e il benessere di tutti”.

“Le parole non basterebbero – ha scritto ai promotori una professoressa di Caltanisetta – ad esprimere la gratitudine per questi giorni meravigliosi. (…) Al Festival è accaduto qualcosa non di artificioso, ma di vero, grande e bello, un pezzetto di scuola che fa vedere che oggi è ancora possibile stare coi ragazzi con passione e amore e prenderli per mano avendo cura del percorso di studi e della loro vita”.

Tutti pronti a ripartire, lunedì in classe, con i nostri allievi.

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