SCUOLA/ Esame terza media: quando anche i leoni da tastiera devono metterci la faccia

- Fulvia Del Bravo

Comincia questa settimana l'esame di Stato di terza media. Per gli studenti è la prima esperienza del genere e li mette in crisi. M la formula è ormai collaudata

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Suonata la campanella della fine della scuola, la maggior parte degli studenti tira un sospiro di sollievo, ma non quelli che affronteranno l’esame di terza media, anch’esso esame di Stato, che si svolgerà a partire da questa settimana per concludersi entro il 30. Subito al via le prove scritte dell’esame conclusivo del primo ciclo. Si comincia con tre prove abbastanza impegnative: di italiano (tema a scelta tra due tipologie oppure comprensione del testo con domande e riassunto) di matematica (con equazioni, piano cartesiano, quesiti di statistica, di scienze e di tecnologia) e di lingue (inglese e seconda lingua, comprensione del testo con domande o produzione di un testo guidato). Si seguono infatti le direttive ministeriali secondo la Nota 4155 del 7 febbraio 2023 che definisce le indicazioni operative.

A differenza dell’esame di maturità, le tracce per gli scritti (preparate in tre terne che saranno sorteggiate la mattina della prova stessa) vengono predisposte dal team degli insegnanti curricolari, per cui non c’è il rischio che compaiano argomenti non trattati nel corso dell’anno.

Si tratta comunque del primo esame che si affronta dopo ben otto anni di scuola, per cui la tensione c’è e si fa sentire. In genere lo scritto più temuto è quello di matematica, perché ci sono diversi esercizi che prevedono calcoli, semplici dimostrazioni e produzioni grafiche, ma di tempo ce n’è abbastanza: 4 ore per ogni prova scritta. Il momento più temuto rimane sempre e comunque il colloquio orale: di fronte alla commissione di tutti i professori, compreso il dirigente scolastico, si deve dar prova di saper argomentare nelle varie discipline sostenendo un colloquio di cui si può scegliere solo l’argomento iniziale. Alcuni istituti adottano ancora la cosiddetta tesina, valida come apertura della prova che poi sarà integrata dalle domande dei vari docenti. Si tratta comunque di 45 minuti circa di discussione, al termine della quale si rendono noti gli esiti delle prove scritte, che vengono commentate singolarmente.

In questa prova è richiesto tutto il self control di cui si è capaci per tenere a bada l’emozione che talvolta gioca brutti tiri: non mancano puntualmente alunni in lacrime, crisi di memoria, voce rotta dai singhiozzi. Ci fossero più momenti simili a questo probabilmente tutta questa ansia sparirebbe. Il fatto è che i ragazzi sono sempre meno abituati a parlare in pubblico, purtroppo sono poco avvezzi ad esternare le proprie opinioni argomentando e confrontandosi con gli altri. Lo si vede anche durante le lezioni, quando si cerca di intavolare un dibattito. Si lancia un tema e qualcuno esterna timidamente il proprio pensiero e a turno gli altri si schierano, non ripetendo il contenuto dell’opinione, ma semplicemente dicendo “anche io la penso così” senza preoccuparsi di esprimere un giudizio adeguato.

Allo stesso tempo sono spesso leoni da tastiera: sui social non si vergognano di esporsi a volte anche esagerando nei toni, protetti dallo schermo e al sicuro, lontani da un confronto diretto che spaventa. La didattica delle discipline dovrebbe occuparsi di sviluppare maggiormente le qualità oratorie dei ragazzi, non basta che sappiano redigere bellissime presentazioni se poi non sanno argomentare adeguatamente. Al termine del primo ciclo di istruzione ci si attende che gli alunni abbiano raggiunto i traguardi indicati nel documento ministeriale delle Indicazioni nazionali per il curricolo (ora in fase di revisione) che naturalmente prevedono un percorso individuale e non tutti li hanno conseguiti nella medesima misura. Pertanto nel voto di ammissione all’esame si tiene generalmente conto dell’andamento del triennio intero, ove possibile.

Quali requisiti servono dunque per essere ammessi all’esame di terza media? Innanzitutto è indispensabile aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, avere sostenuto le prove Invalsi (di italiano, matematica ed inglese) e avere raggiunto un livello di apprendimento adeguato nelle varie discipline anche in maniera parziale. In sede di scrutinio viene attribuito agli alunni un voto di ammissione, espresso in decimi e reso noto prima delle prove scritte. Il voto finale al termine dell’esame è il risultato della media degli scritti con l’orale, mediato a sua volta con il voto di ammissione (il quale ha evidentemente un importante peso specifico) e non può essere inferiore a sei decimi.

È possibile, dunque, non venir ammessi all’esame di terza media se il consiglio di classe non ritiene che il candidato abbia i requisiti necessari, oppure non superarlo per non aver raggiunto il voto minimo. Si può anche conferire la lode se il candidato ottiene tutti dieci e la commissione unanime avanza la proposta alla ratifica finale che deve approvare.

Tanti malumori e tante delusioni ci confidano gli studenti, che derivano dalle valutazioni degli esami, da aspettative deluse, lamentele e “dolorosi” quanto immancabili confronti tra chi ha lavorato di più e sempre e chi solo per l’esame e ottiene lo stesso risultato. Per fortuna sono dispiaceri passeggeri perché il premio sarà una lunga estate senza impegni e l’attesa di un grande nuovo inizio del percorso di studi scelto. Per cui si ricomincia leggeri dopo aver affrontato solo il primo dei tanti esami che ci sottoporranno la scuola e la vita.

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