SCUOLA/ Sguardi: una paritaria dona a Milano la sua “memoria” del Covid

- Maria Grazia Fertoli

La Scuola Mandelli-Rodari di Milano ha realizzato una installazione artistica in memoria delle vittime del Covid che viene inaugurata oggi all’Ospedale Niguarda

scuola mandellirodari sguardi niguarda 1280 640x300
"Sguardi" (Ospedale Niguarda, Milano)

Sarà inaugurata oggi, presso l’Ospedale Niguarda, l’opera commemorativa per le vittime da Covid-19 realizzata da studenti e docenti della Fondazione Andrea Mandelli Antonio Rodari, che si è aggiudicata il bando promosso e finanziato dal Municipio 9 del Comune di Milano dopo la selezione da parte di una commissione di esperti, tra cui il docente dell’Accademia di Brera professor Andrea Del Guercio.

L’installazione, che rimarrà esposta per un anno nell’atrio dell’Ospedale Niguarda, si intitola “Sguardi”, e nasce da un progetto elaborato dai quattro docenti di Arte e Tecnologia delle scuole primaria e secondaria di primo grado della Fondazione A. Mandelli A. Rodari, partendo dai disegni che i ragazzi di terza media hanno realizzato durante il laboratorio di Tecnologia nel mese di dicembre, al rientro a scuola dopo un mese di didattica a distanza. Su tre lastre di plexiglass trasparenti di grandi dimensioni disposte su piani paralleli, sono stati scomposti e incisi i disegni di occhi di persone di diversa età, che rappresentano gli sguardi di tutti coloro che sono stati toccati dalla malattia.

Alla base della prima lastra è incisa una frase di S. Agostino: “Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili, tengono i loro occhi pieni di gloria, fissi nei nostri pieni di lacrime”. Queste parole stanno a sottolineare il legame profondo tra chi non c’è più e chi è rimasto e porta negli occhi la memoria e la presenza dei propri cari, mettono in luce quale sia la realtà profonda che la Chiesa chiama comunione dei santi e che afferma con chiarezza che ciò che è stato chiamato alla vita è destinato all’eternità. Grazie alla scomposizione dei disegni, gli occhi risultano inizialmente “invisibili” allo spettatore, che è chiamato a ricomporre ogni sguardo, cercandone i tratti nei diversi strati trasparenti, mettendosi nella posizione migliore per vederlo e riconoscerlo.

È importante che un’opera come questa sia nata all’interno di una scuola, perché la scuola è il luogo in cui gli insegnati con intelligente professionalità si mettono in gioco e accompagnano bambini e ragazzi a crescere e a diventare persone libere e consapevoli, desiderose di costruire nel mondo con intraprendenza, forza e speranza. Aver vinto questo bando con un’opera che è il frutto del lavoro appassionato dei nostri docenti e studenti è un fatto che rende evidente l’importanza della presenza di scuole come la nostra nel tessuto sociale della città, ci ricorda una volta di più quanto sia importante l’implicazione della nostra libertà, della nostra capacità, del nostro lavoro condiviso nell’educazione dei bambini e dei ragazzi e quindi nella costruzione del bene comune e ci consente infine di offrire un contributo significativo e duraturo a Milano e ai milanesi. 

In un momento così drammatico vogliamo ricordare a tutti che la speranza è possibile in forza di un bene presente: neppure la morte può spezzare i legami che costituiscono la vita e che danno la forza e la possibilità di continuare a costruire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA