Scuole chiuse, mappa Regioni/ Dove si torna alla Dad (in attesa del parere Cts)

- Silvana Palazzo

Scuole chiuse, atteso parere del Cts su impatto dell’attività scolastica. Ecco intanto la mappa delle Regioni dove si torna alla Dad e dove invece ci sono ancora lezioni in presenza

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Lezione all'aperto per protestare contro la didattica a distanza (LaPresse)

Alla mappa dei “colori” si affianca quella delle scuole, perché la situazione cambia da regione a regione. Domani in Abruzzo sarà emanata un’ordinanza che stabilisce la didattica a distanza per tutte le scuole superiori, in vigore dal 1°marzo. Per ora elementari e medie frequenteranno in presenza. Nella Provincia autonoma di Bolzano, invece, le scuole di ordine e grado torneranno alla modalità della didattica a distanza. In particolare, a Merano, Rifiano, San Pancrazio e Moso in Passiria, dove è stata individuata la variante sudafricana, la didattica a distanza è prevista fino al 7 marzo. In Alto Adige scuole primarie in presenza, medie e superiori a distanza. In Campania il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato la sospensione delle attività didattiche in presenza dal 1° marzo in tutte le scuole. In Emilia-Romagna fino all’11 marzo attività in presenza solo per i servizi educativi 0-3 anni e scuole dell’infanzia, invece per le scuole di ogni ordine e grado didattica a distanza al 100%. Nel Lazio stop alla didattica in presenza solo nei comuni in zona rossa, cioè Colleferro, Carpineto Romano, Torrice e Monte San Giovanni Campano. In Liguria sono chiuse solo nei comuni di Sanremo e Ventimiglia, in zona rossa fino al 5 marzo. Scuole chiuse in Lombardia nella provincia di Brescia, nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona. Dad anche a Bollate (Milano), Viggiù (Varese) e Mede (Pavia) con la proroga della zona rossa. Fino al 6 marzo dad al 100% nelle Marche per le scuole superiori, vale anche per seconda e terza media nelle province di Ancora e Macerata. Per quanto riguarda il Molise, fino al 7 marzo restano sospese le lezioni in presenza in tutte le scuole di Campobasso.

In Puglia questo vale per tutta la regione fino al 14 marzo. In Sardegna niente didattica in presenza nel Comune di San Teodoro, che è in zona rossa. Scuole chiuse fino a nuovo ordine a Budoni. In Sicilia dad per San Cipirello e San Giuseppe Jato. Per quanto riguarda la Toscana, stop alle lezioni in presenza a Pistoia e Siena fino al 7 marzo. A Cecina, in provincia di Livorno dad dalla seconda media. Infine, in Umbria attività in presenza nelle scuole secondarie di secondo grado per gli studenti delle classi quinte solo per l’effettuazione delle prove invalsi e per le Olimpiadi della Fisica 2021. Nella provincia di Perugia, tornano in presenza i servizi educativi della scuola dell’infanzia 0-36 mesi, statali e paritarie, invece sono sospesi i servizi educativi della scuola dell’infanzia (3-6 anni). Resta in vigore la didattica a distanza per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Per quanto riguarda la provincia di Terni, lezioni in presenza nella misura del 50% della popolazione studentesca. Invece dai servizi per l’infanzia alla terza media rimane la didattica in presenza. (agg. di Silvana Palazzo)

SCUOLE E COVID, IN ARRIVO PARERE CTS

Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare un parere tecnico da parte dei membri che compongono il Comitato Tecnico Scientifico in merito all’evoluzione della situazione epidemiologica all’interno degli istituti scolastici e in base a quanto richiesto dai Governatori regionali: è questa una delle indiscrezioni che emergono a margine della nuova riunione della cosiddetta Cabina di Regia coordinata da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità che si è svolta oggi a Palazzo Chigi.

La richiesta, come detto, è arrivata da parte dei vari Governatori anche alla luce della sempre maggiore diffusione delle tanto temute varianti estere del virus Sars-CoV-2: a quanto si apprende, a portare all’attenzione del Governo la questione, e in attesa del parere tecnico del CTS atteso per la prossima settimana, sono stati i Ministri dell’Istruzione e delle Autonomie, ovvero Patrizio Bianchi e Mariastella Gelmini, entrambi freschi di nomina. “Il tasso di incidenza è in crescita tra i bambini, ci sono primi focolai e bisogna tenerne conto: chiudere le scuole è doloroso ma necessario dove ci sono focolai varianti” è stato il commento di Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute e dirigente di ricerca dell’ISS. (agg. di R. G. Flore)

I GOVERNATORI PREMONO, MA GELMINI FRENA

Governo e Regioni divisi sulla riapertura delle scuole in vista del nuovo Dpcm, il primo del premier Mario Draghi. Nel corso della riunione di oggi c’è stato un confronto acceso, con toni che si sono inaspriti quando alcune Regioni – tra cui Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Campania – hanno chiesto di far valutare al Comitato tecnico scientifico (Cts) l’impatto che la scuola in presenza ha sull’attuale situazione epidemiologica, visto che la circolazione delle varianti potrebbe far partire la terza ondata. Il governatore pugliese Michele Emiliano ha proposto di tenere le scuole chiuse fino a quando tutti gli insegnanti non saranno vaccinati e posto interrogativi in merito alla responsabilità giuridica dei governatori in caso di mancata tutela della sicurezza sul lavoro degli insegnanti.

«Chiedere la riapertura delle attività economiche e la chiusura delle scuole è una contraddizione di fondo», la replica di Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali che di scuole si è occupata in passato, essendo stata ministro dell’Istruzione nel governo Berlusconi IV.

SCUOLE CHIUSE, SCINTILLE TRA GOVERNO E REGIONI

«Ho chiesto formalmente che il Cts si esprima ufficialmente rispetto all’apertura delle scuole», ha rilanciato poi Luca Zaia, presidente del Veneto, dopo l’incontro tra Governo e Regioni. Il governatore ha spiegato che «la scuola è una realtà sacra», infatti quando dispose la chiusura parlò chiaramente di una «sconfitta». D’altra parte, se si osserva la questione dal punto di vista epidemiologico, «il Cts ci deve dire perché altre forme di aggregazione sono pericolose e la scuola no. Perché noi non siamo in grado di esprimere una valutazione scientifica». Zaia, dunque, si aspetta chiarezza dagli esperti. «Ognuno si prenda le proprie responsabilità perché nel momento in cui il ministro comunica ai governatori che ci dobbiamo aspettare un’ondata di contagi visto quello che sta succedendo in Europa e già in alcune regioni, è giusto sentire il Cts se va bene tenere aperte le scuole», ha concluso il governatore del Veneto. Dal canto suo il ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe detto durante la riunione: «Sulle chiusure si valuterà giorno per giorno la situazione epidemiologica».



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