SFOOTING/ Se l’horror fa bene alla salute, tutti a vedere “Go morra!”

- Comic Astri

Una ricerca inglese ha stilato la classifica dei film horror più paurosi. In testa c’è “Host”. Ma, niente panico, sono in arrivo nuove pellicole da brividi, come “Buio pesto”

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Una scena del film "A Classic Horror Story"

Iniziare con una domanda da brividi, può avere un effetto da timor panico. Eppure, lettorAstri (amici lettori dei ComicAstri) non abbiate paura di oltrepassare insieme a noi il confine che porta all’ignoto. Perciò, senza alcun batticuore, osiamo domandarvi: non vi prende mai lo scoramento al pensiero di non trovarci il martedì sulle nobili colonne del Sussidiario?

Nessun batticuore (per ora), un simile sgomento è ancora di là da venire, e i nostri rapporti col Direttore sono ancora improntati ad una reciproca stima. Semplicemente, il quesito di partenza è occasione furbetta anzichenò per dare la stura all’argomento di giornata: parleremo di film horror.

Mai avremmo immaginato che questo genere, stando alla scienza (perciò mica pizza e fichi, intendendo per “pizza” la bobina della pellicola), manipoli sapientemente l’attività cerebrale migliorando il nostro stato di eccitazione. E la scienza suggerisce la risposta ad una questione che i cultori di lungometraggi da spavento si sono sicuramente posti sin dai tempi dei fratelli Lumiere: quali sono i titoli più… brrrrr… da brivido di sempre?

Il sito inglese Broadband Choices (che tradotto sta per “Scelta della Banda Larga”) ha recentemente pubblicato una ricerca, chiamata “Science of Scare” (scienza della paura), nella quale sono state coinvolte 250 persone.  A ciascuno dei quali sono stati proposti per la visione 40 horror tra i più spaventosi della storia del cinema. Monitorati uno ad uno tramite misurazione della frequenza cardiaca, l’esperimento (sponsorizzato dalla britannica Armchairsofa, la cugina d’oltremanica della nostra Poltronesofà, che ne ha approfittato per saggiare la robustezza dei suoi manufatti di artigiana qualità) si è rivelato utilissimo per capire benefici, costi e gusti paurosi di un campione di pubblico assai indicativo. Solo per la cronaca, vi indichiamo che nell’ideale classifica ne è uscito vincitore il nuovissimo “Host”, scritto e diretto da Rob Savage e girato in sole 12 settimane interamente tramite Zoom durante il lockdown; a seguire “Sinister” e “Insidious”. Ma nella Top 30 non mancano i film più iconici come “The Conjuring”, “Candyman”, “The Grudge”, “Poltergeist” e “Alien”.

Sulla scorta di questi utilissimi indici di stress e di gradimento, arriveranno nelle nostre sale (in contemporanea mondiale) una serie di film da far letteralmente accapponare la pelle. Con i buoni uffici della rivista di settore “Andavo a cento all’horror”, una fanzine molto seguita con un pubblico assai fidelizzato, siamo in grado di anticiparvi un terzetto di film che squarteranno per lo meno i vostri affilatissimi sensi.

Buio pesto. Vi è narrata la storia di tre ragazzi genovesi i quali, perdendosi in uno sterminato quanto inquietante uliveto (l’acqua del famoso uccellino non c’entra, credeteci), si ritroveranno misteriosamente catapultati nella terra del basilico, la Basilicata. Dopo una ricca serie di colpi di scena, che li vedrà al centro di un intrigo alla mercé un cuoco malvagio, troveranno la ricetta per ritornare a casa. Dove li aspetta un piatto di trenette.

Go morra! In una Parma deserta e distopica, nessuno degli abitanti osa più uscire dopo il calare del sole. Cosa terrorizza gli abitanti della culatellica cittadina? Il pensiero di incontrare Gigi Buffon (interpretato nientepopodimeno che da Gigi Buffon), cacciato di casa da Ilaria D’Amico, perciò assetato di vendetta. Che consuma sfidando, nelle ore buie delle cupe notti emiliane, i malcapitati passanti al gioco della morra. Una maledizione che solo Simone Colombi, secondo portiere (di notte?) del Parma, potrà sciogliere, per riportare serenità nella terra dei turtlein.

The House of the Ringhiera. Interamente girato con una steadycam, che rende più incalzante la dinamica dei movimenti, tutta la vicenda si svolge all’interno di un cortile di una Milano sopraffatta dal caldo agostano. Sotto un sole cocente e nelle torride notti meneghine, dove la temperatura ribolle e l’umidita sfiora il 100%, un uomo resta appeso per giorni alle corde dello stendibiancheria, pur di non soccombere alle vessazioni da una suocera paranoica e crudele che si diverte sadicamente ad attaccargli le mollette dei panni nell’unico posto… dove non gli batte mai il sole.

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