Sigarette, rischio cancro polmoni si può prevedere/ “Non tutti fumatori si ammalano”

- Paolo Vites

Un nuovo studio dimostra che non tutti i fumatori si ammalano di tumore: è possibile prevenire i rischi del cancro per le sigarette

Fumo da sigaretta
Fumo da sigaretta (Pixabay, 2019)

In effetti bastava osservare i fumatori: anziani over 80 che fumano tranquillamente e giovani che, purtroppo, si ammalano di tumore ai polmoni, per capire che l’effetto delle sigarette non è uguale per tutti. Lo dice adesso uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano condotto tra gli altri dal professor Ugo Pastorino direttore della struttura complessa di chirurgia toracica di INT che è partito dalla medesima osservazione:  “La nostra ipotesi di partenza era che il rischio di ammalarsi per i forti fumatori non fosse omogeneo, cioè il medesimo per tutti. I risultati ci hanno dato ragione perché sulla base degli esiti della TAC e del test miRNA siamo stati in grado per la prima volta di profilare il rischio di malattia e di definire che, a parità di esposizione, il rischio biologico è diverso”. Non solo: grazie a questo studio si potrà adesso procedere a uno screening personalizzato per avere una diagnosi precoce del proprio stato, sapere cioè se si è a rischio tumore ai polmoni o no.

I RISULTATI DELLO STUDIO

Necessari due tipi di esame: Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni e test microRNA sul sangue. Ha partecipato allo studio anche la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, studio che è stato presentato alla 20esima Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Center (IASLC) a Barcellona. Sono state analizzate 4mila persone a partire dal 2013, di cui il 70% forti fumatori cioè almeno un pacchetto al giorno negli ultimi 30 anni con una età superiore ai 55 anni mentre il 30% era composto da volontari nella fascia d’età 50-55 anni, fumatori di 30 sigarette al giorno, sempre da almeno 30 anni. Il risultato: il 58% è risultato negativo cioè a basso rischio tumore. Il 375 è risultato positivo a uno dei due esami e il 5% è risultato con un rischio molto alto di ammalarsi essendo positivo ad entrambi gli esami.



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