LE IENE: “SILERI FACEVA MEDICO PRIVATO ANCHE SE SENATORE”/ Lui: “Io parte offesa”

- Alessandro Nidi

Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, nel mirino de “Le Iene”: avrebbe svolto prestazioni mediche private nel periodo di aspettativa. Lui: “Ho fiducia nella Magistratura”

pierpaolo sileri
Pierpaolo Sileri (LaPresse, 2020)

In merito all’inchiesta giornalistica de “Le Iene” (realizzata da Filippo Roma e Marco Occhipinti, ndr) su presunte visite presso una clinica privata effettuate dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, che rappresenterebbero una violazione di legge, considerato il suo ruolo politico (era già senatore con il Movimento Cinque Stelle quando avrebbe erogato tali prestazioni ai suoi pazienti), il diretto interessato ha rilasciato una dichiarazione ufficiale ai microfoni di Adnkronos Salute: C’è un’indagine aperta in Procura che mi vede persona offesa. Non posso aggiungere altro. Posso dire che non mi piego a nessuna pressione”.

Pierpaolo Sileri ha successivamente mostrato grande tranquillità, riuscendo persino a fare ironia sul servizio realizzato da “Le Iene”: “Filippo Roma ha scoperto una cosa che forse solo lui non sapeva… Quale? Che nella vita faccio il medico e il professore universitario”. Infine, una battuta riassuntiva su questa vicenda che lo vede coinvolto: Bisogna avere fiducia nella Magistratura.  (aggiornamento di Alessandro Nidi)

SILERI VISITAVA PRIVATAMENTE ANCHE SE ERA GIÀ SENATORE?

Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, potrebbe trovarsi al centro di un presunto conflitto d’interessi, stando alle anticipazioni rilasciate da “Le Iene” circa la nuova puntata in onda a partire dalle 21.10 di oggi, martedì 4 maggio 2021, su Italia Uno e contenente un servizio sull’argomento realizzato da Filippo Roma e Marco Occhipinti. Come si legge sul sito ufficiale del programma, Sileri era un medico dipendente di un ospedale pubblico, il Policlinico Tor Vergata. Poi fu eletto senatore per il Movimento 5 Stelle, ma, nonostante l’aspettativa, risulterebbe che lavorasse anche per una clinica privata convenzionata. Il quesito dunque è il seguente: Pierpaolo Sileri ha violato la legge che impedisce a un medico dipendente pubblico di lavorare contemporaneamente a pagamento per una clinica privata convenzionata? Stando ad Antonello Aurigemma, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, sì: “Svolgeva attività privata senza averne diritto”. Tuttavia, il caso era emerso già una prima volta, ma Sileri rispose così alle accuse: Si trattava di insegnamento e tutoraggio. L’unica cosa che io ho fatto lì è stata la parte di endoscopia e di chirurgia endoscopica per un totale, se non ricordo male, di 54 procedure fra insegnamento, tutoraggio e quant’altro e a questo ci fu anche un’interrogazione che fu fatta alla Regione Lazio, alla quale ha risposto l’assessore D’Amato, stabilendo che non vi erano conflitti”.

SILERI VISITAVA COME MEDICO ANCHE SE ERA IN ASPETTATIVA?

Eppure, il consigliere Aurigemma di Fratelli d’Italia sostiene convintamente che si sarebbe trattato di prestazioni a pagamento: “Dalle carte che ci ha fornito l’Asl non c’è nessuna menzione all’attività didattica che il professore ha svolto”. Filippo Roma, insospettito, ha chiamato il proprietario della clinica, Gianluigi Rizzo, chiedendogli: “Lei mi conferma che Sileri non veniva qua a insegnare ma a fare il medico, a fare visite, interventi, endoscopie?”. Risposta: “Ma insegnare in che senso? Non è che insegnava”. Roma ha letto poi anche una dichiarazione di Rizzo: “Il professor Pierpaolo Sileri ha svolto presso questa casa di cura Nuova Villa Claudia la propria attività professionale, consistente in prestazioni di chirurgia generale. L’attività è stata effettuata in regime di prestazione occasionale”. Le visite con Sileri, dicono dal centralino della clinica, costavano 200 euro cadauna, poi quella di controllo 150. Pasquale Landi, ex consigliere di Stato ed ex consulente giuridico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha tirato le somme finali: “Un medico dipendente di una struttura pubblica ha diritti e doveri, nell’ambito dei doveri ci sono le incompatibilità. L’aspettativa è fatta per consentire al parlamentare di dedicarsi alla propria attività di soggetto che ha un mandato politico parlamentare, non per fargli fare delle cose che altrimenti non potrebbe fare”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA