SIMONETTA GAGGIOLI: UCCISA DALLA NUORA?/ Il figlio: “Perché credo ad Adriana”

- Dario D'Angelo

Simonetta Gaggioli, uccisa dalla nuora con un caffè avvelenato? Il figlio della vittima difende la moglie: “Non credo al movente economico”.

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Filippo, figlio Simonetta Gaggioli (foto Quarto Grado)

Un “caffè al veleno”: così la nuora Adriana avrebbe ucciso la suocera Simonetta Gaggioli, l’ex funzionaria di Regione Toscana rinvenuta senza vita in un sacco a pelo lo scorso 3 agosto 2019 a Riotorto, provincia di Livorno. All’omicidio della donna non avrebbe preso parte il figlio Filippo, il quale, intervistato da Quarto Grado, ha ribadito il convincimento che la moglie non sia coinvolta nella morte di Simonetta. La brasiliana, infatti, ha sempre sostenuto che la sera prima della scomparsa aveva preso un caffè insieme alla Gaggioli: la donna poi era morta nel sonno e Adriana aveva nascosto il corpo sotto il letto. Successivamente lo avrebbe trasportato in macchina al fine di portarlo al cimitero ma un inconveniente alla macchina le impose di fermarsi: presa dal panico, dice la sudamericana, avrebbe deciso di liberarsi del corpo avvolto in un sacco a pelo e di allontanarsi.

SIMONETTA GAGGIOLI: UCCISA DALLA NUORA?

Filippo, il figlio di Simonetta, sostiene di non essersi preoccupato inizialmente per la scomparsa della mamma. La donna, infatti, era molto indipendente: “All’inizio ho pensato fosse andata o in montagna con un’amica o da alcuni parenti. Ero più arrabbiato del fatto che non mi avesse avvertito che non preoccupato. Poi quando sono venuti i carabinieri a dirmi che con l’amica lei non c’era allora ho capito che c’era qualcosa che non andava”. Filippo parla poi del ruolo della moglie Adriana in questa vicenda: “Lei me lo ha detto dopo un po’ di tempo effettivamente che aveva spostato il corpo, perché aveva timore della mia reazione. Quando me l’ha detto ho cercato di capire e mi ha convinto perché lei non aveva motivo di farle del male. Non vedo un movente economico, non ha mai avuto bisogno. Cosa le direi oggi? Di aiutare le istituzioni a far emergere la realtà. Per me è terribile, amo tutt e due”.



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