Smart working 2023/ Quali categorie potranno beneficiarne fino al 30 giugno

- Maria Melania Barone

Smart working 2023, la proroga fino al 30 giugno non è destinata a tutti: vediamo insieme le categorie che possono beneficiarne

Dadone, PA smart working statali green pass Decreto smart working, Ministro PA Fabiana Dadone (Facebook, 2020)

La legge di conversione del decreto milleproroghe ha confermato lo smart working anche per i lavoratori fragili estendendone la scadenza al 31 marzo fino al 30 giugno 2023.

I lavoratori che potranno accedere allo smart working 2023 grazie ad una estensione del decreto milleproroghe sono le categorie di soggetti come i genitori che hanno all’interno dello stato di famiglia un minore di 14 anni di età. Inoltre esistono anche alcune patologie che consentono di accedere allo smart working per i lavoratori fragili.

Smart working 2023: genitori under 14 e patologie del sistema immunitario

Per quanto concerne la prima categoria, vale a dire i genitori di figli under 14 che potrebbero beneficiare della proroga smart working 2023 anche se lavorano nel settore privato, questo è previsto dal decreto milleproroghe.

Per quanto concerne invece la seconda categoria vale a dire quella destinata ai lavoratori fragili, è bene precisare che non si applica lo smart working 2023 a tutti ma soltanto all’elenco delle patologie croniche indicate nel decreto del 4 febbraio 2022, vale a dire:

  • trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
  • trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto, o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
  • attesa di trapianto d’organo;
  • terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore ChimericoAntigenico (cellule CAR-T);
  • patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure;
  • immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
  • immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es. terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
  • dialisi e insufficienza renale cronica grave;
  • pregressa splenectomia;
  • sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico.

Smart working 2023: altri tipi di condizioni patologiche

Rientrano nello smart working 2023 anche i pazienti che presentino tre o più delle seguenti condizioni patologiche:

  • cardiopatia ischemica;
  • fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco;
  • ictus;
  • diabete mellito;
  • bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;
  • epatite cronica;
  • obesità.






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