SONDAGGI/ “Governo -9% in 2 mesi, presto sotto il 20% grazie all’Ilva”

- int. Fabrizio Masia

La vicenda Ilva aiuta il trend negativo del governo, che secondo un sondaggio Emg Acqua in due mesi ha perso 9 punti scendendo dal 33% al 24% e presto andrà sotto il 20%

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È ancora troppo presto per capire, in termini di sondaggi e consenso, l’impatto della questione Ilva sugli italiani, ci ha detto Fabrizio Masia, direttore generale & partner – Emg Acqua (Marketing & Opinion Research): “La reazione di un campione di italiani che abbiamo analizzato ci ha dato una risposta ‘ecumenica’: un terzo ha dato la colpa al governo Conte 2, un terzo ai precedenti governi, un terzo alla proprietà aziendale”. Nonostante questo, ci ha detto ancora, assistiamo a una caduta senza freni del consenso nei confronti del governo: “Nell’ultima settimana ha perso un solo punto, scendendo al 24%, ma in realtà è da quando questo esecutivo è nato che perde consensi, visto che due mesi fa era al 33%, sicuramente la vicenda Ilva ha il suo peso”. E mentre le varie forze politiche risultano sostanzialmente stabili, spicca il balzo in avanti di Fratelli d’Italia che “per la prima volta raggiunge una percentuale a due cifre, il 10%”.

Come impatta la vicenda Ilva sul governo? Stando ai vostri dati il 54% dei cittadini giudica negativamente l’esecutivo Conte 2, un giudizio che sale di 1 punto percentuale rispetto alla settimana scorsa. I giudizi pienamente positivi si fermano invece al 24%. Perché? E con quali effetti?

Sicuramente la vicenda Ilva non ha migliorato la situazione, peggiorando quello che comunque era già un trend molto negativo. Il primo dato sul gradimento del governo che avevamo raccolto, alla sua nascita, era del 33%, dopo due mesi era al 24%, partendo quindi da un livello di consenso già basso. Se il trend continua a essere questo finiscono sotto al 20% che non è il massimo per un governo. Sul caso Ilva la gente non ha per nulla le idee chiare, in questo momento. Certamente c’è preoccupazione, visto che l’Ilva da sola vale l’1,5 del Pil nazionale, però ad esempio la questione ambientale non interessa granché. L’allarme riguarda gli effetti economici che si potranno avere.

Anche la figura del premier esce ridimensionata nei consensi? Quanto?

Il trend di Conte è rimasto stazionario nell’ultima settimana, però ha perso circa 6 punti dall’inizio del suo incarico, proprio come il governo. Oggi è al 33%, ma teniamo conto che il gradimento nei confronti di Salvini è al 42% mentre quello per Giorgia Meloni sale al 30%, la cui lista, FdI, oggi è al 10%. Non era mai successo prima che Fratelli d’Italia toccasse una doppia cifra, cosa che fa il paio con una serie di risultati, non ultimo quello elettorale in Umbria dove hanno preso il 10,4%.

A livello nazionale la vicenda Ilva si fa sentire anche sui consensi, già in calo, di Pd e M5s? Quanto?

Come dicevamo, la faccenda Ilva non è ancora stata metabolizzata dagli italiani, la gente ha bisogno di capire meglio. Credo che sicuramente nel trend negativo di Pd, oggi al 19%, e di M5s al 16,3% al momento contino di più elementi come la percezione della manovra finanziaria. La gestione comunicativa della manovra non è stata presentata in modo intelligente, come cioè manovra di sviluppo. Ogni forza politica di governo ha tirato l’acqua al suo mulino. L’effetto complessivo è che tutte le forze di governo sono divergenti e quando in una coalizione ci si scanna, il risultato è che tutti vanno in difficoltà.

Basta questo a far salire il centrodestra?

Prima cosa da dire è che la gente quando vede una forza politica in difficoltà, va su quella meno debole. Il secondo aspetto è che le capacità comunicative di Salvini e Meloni sono superiori e una buona comunicazione paga sempre. L’efficacia cioè di trasmettere quello che si vuol fare arriva alla pancia delle persone. Va però detto che l’aumento del centrodestra è comunque poca cosa. La Lega è al 34,2% mentre una settimana fa era al 33%. Forza Italia passa dal 7,4% al 7,2%. Chi cresce è Fratelli d’Italia, ma tutto sommato non siamo davanti a un aumento epocale. Il Pd scende di pochissimo, dal 19,3% al 19%, per colpa di Italia Viva che dal 4,7 va al 4,9. Ci sono dunque dei trend negativi ma non sono scarti epocali.

Nel 2020 si voterà in alcune Regioni, tra cui Puglia e Liguria, dove sono presenti i maggiori stabilimenti Ilva. Potrebbe essere un fattore decisivo? Si può tentare un pronostico?

Sicuramente l’Ilva giocherà un ruolo importante, soprattutto in Puglia dove le famiglie coinvolte sono tante e quanto fatto a livello locale e nazionale gioca un peso rilevante. Ma anche in Liguria la questione uscirà fuori.

Saranno i 5 Stelle a pagare il prezzo più alto? Alle elezioni politiche del 2018 in Puglia presero oltre il 47%, per poi perdere il 20% dei consensi.

È una possibilità, le elezioni regionali ovviamente hanno diversi elementi in gioco, ma va detto che conoscendo la storia di Emiliano, le sue aperture politiche, una alleanza Pd e M5s potrebbe rivelarsi solida, stare in piedi con risultati positivi.

Tra le maggiori preoccupazioni e attese degli italiani quanto pesa il questo momento il nodo del lavoro?

È sempre il primo problema, da sempre è la priorità per la maggior parte degli italiani, a seguire c’è la riduzione delle tasse. La gente guarda al quotidiano, al lavoro garantito, al carovita, che le tasse non aumentino. E quando l’economia gira si cerca equilibrio sociale, si vuole ribaltare il degrado del quartiere, meno delinquenza e più sicurezza. La gente guarda a un equilibrio sociale.

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