Sondaggi politici/ Lega sale al 21,3%, Pd scende al 20%. Ddl Zan, 60% a favore

- Carmine Massimo Balsamo

Sondaggi politici e intenzioni di voto: Fratelli d’Italia arriva al 18%, Movimento 5 Stelle perde lo 0,5%. Italia Viva stabile al 2%

sondaggi politici
Matteo Salvini in Senato (LaPresse, 2020)

Interessanti novità nei sondaggi politici di Index Research per Piazzapulita. L’istituto ha fatto il punto sulle intenzioni di voto degli italiani e registriamo qualche variazione anche tra i principali partiti. In vetta alla classifica troviamo la Lega, che torna a crescere dopo un periodo fortemente negativo: il Carroccio di Matteo Salvini passa dal 21,1% al 21,3%. In lieve ribasso il Partito Democratico: i dem scendono al 20%, -0,1% rispetto all’ultima rilevazione.

Terzo posto confermato per Fratelli d’Italia nei sondaggi politici di Index Research: il partito di Giorgia Meloni guadagna lo 0,2% e si porta al 18%. Netto ribasso per il Movimento 5 Stelle: grillini in ribasso dello 0,5% e quotati al 16%. Forza Italia resta stabile al 6,8%, mentre tra i partiti minori di Centrosinistra troviamo Azione di Carlo Calenda al 3,5% (+0,1%), Sinistra Italiana al 2,8% (=) e Italia Viva al 2% (=). Infine, troviamo Europa Verde al 2,1% (+0,1), Articolo Uno – Mdp all’1,9% (+0,1%), +Europa all’1,4% (-0,1%) e Cambiamo! all’1,3% (=).

SONDAGGI POLITICI: I DATI DI EUROMEDIA RESEARCH

Continuiamo il nostro viaggio nei sondaggi politici grazie ai dati di Euromedia Research. L’istituto di Alessandra Ghisleri ha fatto il punto della situazione su uno dei dossier più discussi negli ultimi giorni, ovvero il ddl Zan contro l’omotransfobia. Ebbene: il 60% degli intervistati si dichiara a favore del provvedimento. Di parere contrario il 21,7%, mentre il restante 18,2% ha preferito non rispondere. C’è un altro dato da non sottovalutare: il 51,2% degli italiani ammette di conoscere il ddl Zan solo superficialmente, mentre il 26,7% dichiara di averne solo sentito parlare. Il 13% ritiene di essere informato in modo approfondito, mentre il 9,1% rimarca di non essere informato sul tema. Infine, una battuta sul caso Fedez: per il 44,3% il rapper ha favorito il ddl Zan e la lotta contro le discriminazioni, mentre per il 23,4% ha danneggiato il provvedimento con il suo intervento al Concertone del primo maggio.



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