Sondaggi Referendum ed Elezioni Regionali 2020/ Sì vs No e Cdx vs Pd-M5s: le sfide

- Niccolò Magnani

Sondaggi politici Elezioni Regionali 2020 e Referendum costituzionale: tutte le sfide, gli scenari e i “pronostici” (con dati pre-silenzio elettorale). Sì vs No e Cdx vs Pd-M5s

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Immagine di repertorio (LaPresse)

Dal 4 settembre scorso tutti i sondaggi politici su Referendum costituzionale ed Elezioni Regionali 2020 sono stati vietati per la consueta legge sul silenzio elettorale: questo non toglie che però, alla vigilia del doppio giorno di Election Day, resta sempre utile un focus approfondito su tutte le sfide principali (e meno evidenti) nelle quali si gioca, forse, tanto del destino di questa legislatura. Nelle tre Regioni del Nord-Centro – Veneto, Liguria e Toscana – il Centrodestra unito si ritrova favorito nettamente nel primo caso, in vantaggio nel secondo, al fotofinish nel terzo caso. Secondo gli ultimi sondaggi disponibili del 4 settembre, ovvero la Supermedia di YouTrend (con i dati di Ipsos, Noto, Tecnè, Winpoll-Cise) è il Veneto la Regione con meno possibilità del Centrosinistra di portare a casa un buon risultato: Luca Zaia con Lega-FdI-Forza Italia-Lista Zaia vedeva il vantaggio di 73,9% nelle preferenze, nettamente battuto sarebbe dunque Arturo Lorenzoni, ex sindaco di Padova sostenuto da Pd e LeU. Al 4,3% Cappelletti del Movimento 5 Stelle mentre la candidata renziana Sbrollini non andrebbe oltre il 2,1%. Anche in Liguria è il Governatore uscente ad essere favorito dai sondaggi inizio settembre: Giovanni Toti (Centrodestra) è dato al 57,1% mentre lo sfidante scelto da Pd, LeU e M5s – Ferruccio Sansa – non andrebbe oltre il 36,6%. Per il candidato di Italia Viva-PSI Aristide Massardo il dato elettorale si ferma al 3,6%; infine la Toscana, forse la regione più in bilico (assieme alla Puglia) secondo i sondaggi politici di queste Regionali 2020. Eugenio Giani del Centrosinistra sarebbe davanti con il 43,7% nella Supermedia, seguito a ruota da Susanna Ceccardi (Lega-Cdx) al 41,5%; fuori partita al momento Irene Galletti del M5s, all’8,3%.

SONDAGGI REGIONALI: CAMPANIA, PUGLIA E MARCHE

Diversa la situazione nelle tre Regioni del Centro-Sud dove i sondaggi politici espressi prima del silenzio elettorale davano il Centrosinistra in condizioni quantomeno migliori ai nastri di partenza: in Campania la sfida dovrebbe vedere il candidato dem Vincenzo De Luca in netto vantaggio sull’eterno rivale Stefano Caldoro. Per i sondaggi YouTrend del 4 settembre scorso, il Governatore uscente era dato al 51% mentre il candidato del Centrodestra non andrebbe oltre il 32,2% delle previsioni: al terzo posto Ciarambino del Movimento 5 Stelle, al 12,9%. Diversa la situazione delle Marche dove la giunta di sinistra Ceriscioli non vedrebbe al momento “eredità” diretta nel suo successore Maurizio Mangialardi: il candidato del Centrosinistra non va oltre il 36,4% mentre sarebbe in vantaggio Francesco Acquaroli (FdI-Cdx) con il 48,7% delle preferenze (terzo posto per Mercorelli del M5s al 11,3%). Infine, la sesta regione al voto – la Puglia – vive situazione simile alla Toscana ma a parti invertite: in vantaggio è Raffaele Fitto (Fdi-Cdx) con il 41,2% di media sondaggi, seguito dal Governatore dem uscente Michele Emiliano al 38,4%. Fuori dalla partita ma con voti che potrebbero rivelarsi decisivi nell’uno o nell’altro caso, Antonella Laricchia del M5s (14,8%) e Ivan Scalfarotto di Italia Viva-Azione al 3,3%.

SONDAGGI REFERENDUM: LA SCOMMESSA M5S

Dalle Elezioni Regionali 2020 al Referendum sul taglio dei parlamentari, è questa la sfida forse più delicata per il Governo giallorosso: apertamente per il Sì il Movimento 5 Stelle e FdI, per il Sì ma con distinguo eccellenti il Pd (Prodi e Veltroni su tutti vanno controcorrente) e la Lega (Giorgetti, Borghi e Centinaio “contro” Salvini), per la libertà di voto i renziani di Italia Viva e Forza Italia. In una campagna elettorale dove fino a poche settimane fa sembrava scontata la vittoria del Sì, negli ultimi giorni il No ha acquisito maggiore rilevanza e rappresentanza nelle tribune politiche tanto da pensare di mettere quantomeno in discussione la riforma al vaglio delle urne (che ricordiamo taglierebbe 345 parlamentari portando 400 deputati e 200 senatori dalle prossime Elezioni Politiche). Con il “giallo” del sondaggio Ipsos pubblicato per errore dall’Ansa in pieno silenzio elettorale, i dati al momento valutabili prima del 4 settembre vedevano per i sondaggi Noto commissionati dal Quotidiano Nazionale, il Sì vincente tra il 65-70% e il No fermo tra il 30-35%, con una fetta di indecisa al 32%. Con poche speranze sul fronte Regionali, il M5s si gioca tanto se non tutto a livello di identità politica con questo Referendum: con esso, inevitabilmente, anche il Governo Conte-2 potrebbe vedere diversi scenari qualora vincesse il Sì al taglio dei parlamentari, ancor di più se invece dovesse a sorpresa imporsi il No al referendum.

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