Sottosegretari governo Draghi: nomina lunedì?/ Lite tra partiti sui nomi

- Carmine Massimo Balsamo

Si avvicina il giorno della nomina dei sottosegretari del governo Draghi: la Lega punta il Viminale, caos in casa M5s. Le ultime notizie

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Consultazioni Mario Draghi (LaPresse)

Si dilatano i tempi per la nomina dei sottosegretari del governo Draghi. Il giorno giusto potrebbe essere lunedì ma tutto dipenderà da come procederà la discussione all’interno dei vari partiti, per questo fonti di maggioranza hanno precisato che la deadline potrebbe slittare ulteriormente. Come riporta Adnkronos, il premier ha lasciato alle forze politiche le indicazioni per la squadra del sottogoverno, ma dirà comunque la sua in merito alle proposte.

«Siamo bloccati alla fase 1, quella di risoluzione dei problemi interni. E a meno di un’accelerazione imprevista, servirà ancora qualche giorno per passare alla fase 2, quella del confronto con Mario Draghi», ha confidato una fonte all’agenzia di stampa a proposito della nomina dei sottosegretari del governo Draghi. Repubblica riporta che sono 42 le caselle da sottosegretario da affiancare ai 23 ministri e spunta una prima “ripartizione”: 10-11 posti per il M5s, 8-9 per la Lega, 7 per il Partito Democratico, 5-6 per Forza Italia e 2 per Italia Viva.

SOTTOSEGRETARI GOVERNO DRAGHI, LA NOMINA POTREBBE SLITTARE

Sono diversi i nomi che circolano per un posto nell’elenco di sottosegretari del governo Draghi, ma un candidato si è “autoescluso”: parliamo di Vito Crimi, che ha annunciato di non essere a disposizione per la nomina. La Lega punta forte per avere una poltrona al Viminale, ma il profilo non dovrebbe essere quello di Molteni, “non gradito” dal ministro Lamorgese. In quota Carroccio si parla di Bitonci all’Economia, Borgonzoni alla Cultura, Romeo all’Agricoltura e Picchi agli Esteri. Tensione in casa M5s, alle prese con la possibile scissione. I nomi che circolano in area grillina sono quelli di Sileri, Buffagni, Castelli e Di Stefano. Saranno tante le donne sottosegretarie in quota Pd: Repubblica riporta le ipotesi Malpezzi, Puglisi, Morani, Zampa e Mauri. Infine, passando a Forza Italia, si fanno i nomi di Battistoni, Pichetto, Fratin, Moles, Paroli, Pagano, Mulè, Mandelli, Sisto e Valentini. In quota centristi si parla di Binetti e Saccone.



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