Spagna “Registro di chi non si sottopone al vaccino covid”/ L’annuncio del ministro

- Davide Giancristofaro Alberti

In Spagna il ministro della salute Salvador Illa ha annunciato l’istituzione di un registro dove verranno inseriti i nominativi di chi si rifiuta di sottoporsi al vaccino covid

ema terza dose
Il vaccino Pfizer-Biontech (LaPresse)

Il vaccino anti-covid è giunto anche in Spagna e la nazione a noi vicina ha ben pensato di istituire un vero e proprio registro in cui vengono inserite tutte le persone che si rifiutano di sottoporsi all’iniezione dello stesso farmaco. In Spagna, così come in Italia e nel resto d’Europa e del mondo, non è stato istituito l’obbligo di vaccino, ma il governo spera ovviamente che si vaccini più gente possibile di modo da raggiungere la famosa immunità di gregge, traguardo che si ottiene se circa sette persone su 10 si sottopongono alla “cura”.

E così che il ministro della salute spagnolo, Salvador Illa, parlando ai microfoni del La Sexta, ha annunciato la creazione di “un registro” condiviso “con altri partner europei”, per “quelle persone a cui è stata offerta “la vaccinazione” e che semplicemente hanno rifiutato”, così “come si fa con altri trattamenti”. Illa ha ribadito che il vaccino sarà gratuito e che si farà su base “volontaria e non è obbligatorio”.

SPAGNA, REGISTRO DI CHI NON SI SOTTOPONE AL VACCINO COVID “NON SARÀ RESO PUBBLICO”

Non è un documento da rendere pubblico – ci ha tenuto a precisare l’esponente del governo spagnolo – e tutto sarà fatto con il massimo rispetto per la protezione dei dati”. Salvador Illa ha quindi fatto sapere come si procederà alla vaccinazione, ovvero, “seguendo scrupolosamente gli obiettivi di priorità”, con i vari cittadini che verranno convocati per essere sottoposti alla somministrazione. “Il modo per sconfiggere il virus – ha aggiunto e concluso il ministro – è vaccinarci tutti”. Intanto in Spagna dovrebbero giungere nella giornata di oggi altre 350mila dosi del vaccino Pfizer; il carico sarebbe dovuto arrivare in territorio iberico nella giornata di ieri, lunedì 28 dicembre, ma a causa di alcuni problemi logistici della stessa azienda in Belgio, è stato rimandato di 24 ore. Il ritardo riguarda anche altri sette paesi europei fra cui l’Italia, ma la questione è già stata risolta.



© RIPRODUZIONE RISERVATA