“Spiate i vicini di casa”/ In Uk l’invito alla denuncia per evitare assembramenti

- Davide Giancristofaro Alberti

La regola del 6 è entrata in vigore da ieri in Gran Bretagna: non ci si potrà ritrovare più di sei alla volta, indipendentemente da casa, strada, amici e parenti

Johnson Coronavirus Uk case di riposo
Boris Johnson (Foto LaPresse)

Il governo britannico ha invitato il proprio popolo a denunciare i furbetti del coronavirus, ovvero, coloro che non rispettano le regole anti-contagio. L’esecutivo guidato da Boris Johnson ha introdotto a partire da ieri la cosiddetta “regola del 6”, ovvero, il divieto di assembramenti superiori alle sei persone alla volta, che sia in casa o all’esterno, e che siano famigliari, amici o estranei. Di conseguenza, chiunque non rispetti questo divieto verrà segnalato e rischia di pagare una multa che parte da 100 sterline, fino ad un massimo di 3.200, un vero e proprio salasso. Ma come detto sopra c’è di più, perchè il governo ha deciso di invitare la gente a “spiare” i vicini di casa e a denunciarli nel caso in cui riscontrassero delle anomalia. La regola del sei è stata introdotta da Boris Johnson dopo che recentemente i casi di covid-19 sono tornati a crescere in maniera esponenziale, portandosi a livelli d’allarme. Nella giornata di ieri sono stati ben 3.300 i nuovi casi, con la quota dei contagi che è così rimasta per il terzo giorno di fila sopra i 3.000.

REGOLA DEL 6 IN UK: GRANDE MALUMORE FRA LA GENTE

Per contenere l’epidemia erano scattati nuovi lockdown “spot”, ma ora il governo ha deciso di imporre questa restrizione a livello nazionale, col timore di una seconda ondata di covid. Ovviamente, come non poteva essere altrimenti, la popolazione britannica non ha preso con il sorriso la restrizione, e anche se ci avviamo lentamente verso la stagione fredda, non si potranno più fare grandi pranzi con nonni e zii, ma anche cene fra amici, feste di compleanno (i matrimoni sono permessi, così come i funerali) e via discorrendo. Inoltre, la maggior parte della gente teme che il divieto resti in vigore fino a Natale, di conseguenza, addio alle festività, a cominciare dalla tradizionale tavolata con il tacchino. Al coro di protesta si sono uniti anche alcuni giornali notoriamente vicini al governo, che parlano di una legislazione lesiva della libertà personale.

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