SPYWARE PEGASUS/ “Da Prodi a Macron, guadagni e perdite dello spionaggio globale”

- int. Stefano Piazza

Grazie a Pegasus, uno spyware negli smartphone di capi di Stato e giornalisti di inchiesta, sono finiti intercettati anche Macron e Prodi

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Smartphone a rischio intercettazioni

Oltre 180 giornalisti d’inchiesta, politici come Romano Prodi, capi di Stato come Emmanuel Macron, attivisti per i diritti umani spiati tramite intercettazioni telefoniche. È quanto è venuto fuori grazie a una indagine condotta da 17 media internazionali tra cui il Washington Post e associazioni come Human Rights. Tra i paesi sospettati di fare uso di questo sistema in maggior parte nazioni mediorientali e africane, come Marocco, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Ruanda, ma anche Messico, India e addirittura Ungheria, l’unico paese europeo.

A essere usato uno spyware, Pegasus, prodotto da un’azienda israeliana, la Nso, che permette di infettare gli smartphone anche solo ricevendo una chiamata su WhatsApp a cui non è necessario rispondere, in grado di estrarre e-mail, messaggi e foto. “Pegasus” ci ha spiegato il giornalista esperto di terrorismo e spionaggio internazionale Stefano Piazza “nasce come software per controllare i traffici di terroristi e criminali di livello internazionale, è stato calcolato abbia un valore sugli 8 milioni di dollari.

Ma ovviamente oltre a questo scopo viene usato per spiare qualunque rivale in qualunque campo, dalla politica agli affari internazionali dietro ai quali ci sono giri da miliardi di dollari. O anche gli attivisti che si battono contro i regimi dittatoriali del proprio paese”.

A differenza di quanto accaduto nel 2013, quando l’ex tecnico informatico Edward Snowden rivelò che un organismo del dipartimento della Difesa americana spiava capi di Stato europei come Angela Merkel, la Nso è controllata dal governo israeliano o è semplicemente un’azienda commerciale?

No, il governo israeliano non c’entra, è un’azienda privata.

La maggior parte dei clienti di questa azienda sono paesi in cui sono al potere regimi dittatoriali. Nessuno scrupolo a farglielo avere?

Quando si fanno affari non si guardano certi particolari. Piuttosto mi stupisco che ci si stupisca. Ormai dovremmo saperlo benissimo che tutti spiano tutti. Chiunque possieda uno smartphone e fa attività pubbliche, politici, giornalisti di inchiesta, anche attività commerciali corre il rischio che qualcuno decida di spiarlo e controllare quello che fa. Non mi stupisce per niente che sia venuta fuori questa notizia.

Come mai secondo lei nella lista degli spiati c’è un nome come Romano Prodi?

Si tratta di una personalità ancora oggi molto esposta che ha rapporti a livello globale, basti pensare alla Cina. È stato presidente dell’Unione Europea, capo del governo in Italia, ha rapporti importantissimi in tutto il mondo e quindi qualcuno vuole sapere di cosa si occupa e con chi ha relazioni e per che cosa.

Macron è invece uno dei trenta capi di Stato spiati, questo forse è meno sorprendente.

Macron è una delle personalità più importanti del mondo, non è solo il presidente di un grande paese come la Francia. Il suo paese ha interessi in tutto il mondo, in particolare in Africa e in Medio Oriente, in Egitto e in Libia, può essere utile per chi vuole sapere cosa fa la Francia capire quali sono le sue mosse. Quando i capi di Stato fanno i loro incontri e dicono basta usare le spie, mentre lo dicono ci sono le microspie ovunque, anche nei loro telefoni. È una falsa pax dove tutti cercano di sapere cosa fa il proprio avversario, anche dal punto di vista commerciale. Pensiamo quando vengono vendute delle fregate o appalti da centinaia di miliardi di dollari come quelli tra Stati Uniti e Arabia Saudita, pensiamo a quali interessi ci sono sotto e che in tanti vogliono conoscere, anche magari per cercare di far saltare l’affare.

Non c’è da stupirsi come dice lei, ma forse c’è da stupirsi che non ci siano sistemi di difesa sufficienti contro questi spyware, o no?

Ci sono, però è il gioco del gatto e del topo. Come trovi la soluzione per bloccarlo c’è un ragazzo che spunta in una università americana o israeliana o di qualche altro paese e trova il modo di andare oltre, di inventare un nuovo spyware.

Pegasus nasce per controllare il terrorismo. Almeno in quel senso si sono ottenuti risultati?

Certamente. Quasi tutti gli attentati che sono stati sventati è stato grazie a queste tecnologie che riescono a localizzare e poi bloccare potenziali terroristi  e scoprire la preparazione di attentati. Negli Stati Uniti, ma anche in Italia, se ne fa largo uso.

Quindi ci teniamo tutto il pacchetto, indagini sul terrorismo, ma anche spionaggio di politici e giornalisti?

Bisogna essere pragmatici. Chiaro che intercettare un capo di Stato è una pratica illegale e anche odiosa, magari quando intercetti qualcuno vieni anche a sapere che sta parlando con l’amante, con la moglie o i figli e puoi ricattarlo. Purtroppo questa è la realtà.

(Paolo Vites) 

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