Stalking a 40enne: “l’amore, poi l’incubo”/ Maltrattamenti: ex compagno a processo

- Niccolò Magnani

40enne minacciata e maltrattata dall’ex compagno per mesi: “prima l’amore, poi l’incubo. Non era libera”. Stalking a Pistoia: 55enne ora sotto processo

stalking virginia pomeriggio5 twitter
Stalking contro 40enne (Pomeriggio 5, Twitter)

Racconterà la sua storia anche a Pomeriggio 5 dopo che il processo sta per partire in quel di Pistoia: è una donna di 40 anni che ha vissuto la piena speranza di una bellissima storia d’amore a età non più giovanissima, di colpo tramutatisi in improvviso incubo. Prima i maltrattamenti tra le mura di casa quando per 6 mesi avevano convissuto assieme, poi lo stalking insostenibile con almeno 425 messaggi ricchi di insulti, offese e minacce. È questa la storia di una vittima, l’ennesima, di una “truffa” amorosa: in questo caso però non ci sono soldi che ballano ma il semplice illudersi che quell’uomo fosse il compagno di una vita, salvo accorgersi poco dopo che era tutta una grande e profonda illusione (e delusione). Lui è un pluripregiudicato e già un anno fa aveva ricevuto un divieto di avvicinamento, ma ora si trova sotto processo dopo la querela presentata dalla 40enne, che si chiama Virginia, ora trasferitasi dalla sua famiglia in provincia di Pistoia.

STALKING E MALTRATTAMENTI A 40ENNE

Nella prima udienza l’uomo accusato di stalking e maltrattamenti non si è presentato mentre Virginia è riuscita a raccontare tutto in aula con una lunga testimonianza, oggi ricordata in alcuni punti durante la diretta di Pomeriggio 5: «un uomo viscido che mi ha usato e minacciata più volte. Si arrabbiava anche solo se la bottiglia era davanti al televisore. Mi diceva che ero una tr…, non potevo invitare gli amici a prendere un caffè, non potevo cucinare pasti se non quelli graditi a lui». Un martirio continuo, divenuto ancora più feroce dopo la decisione di lei ad ottobre 2017 di andarsene da quella casa degli incubi: «Lanciava contro casa mia i miei regali. Telefonava al centralino della catena in cui lavoravo chiedendo se c’era una con il mio nome, è venuto anche al negozio» e in più minacciava di pubblicare foto di lei a seno nudo sui social. Non era libera e non lo è stata finché non ha trovato il coraggio a piene mani, accompagnata dai suoi genitori, di denunciare quell’assurdo e viscido compagno.



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