“STATO D’EMERGENZA FINO 31 DICEMBRE”/ Palazzo Chigi: “Martedì non si vota su proroga”

- Silvana Palazzo

Stato d’emergenza, verso proroga al 31 dicembre 2020 per il timore di una seconda ondata Covid: l’annuncio del premier Giuseppe Conte. La precisazione di Palazzo Chigi sul voto di martedì

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (LaPresse)

Niente voto su proroga stato d’emergenza, ma su Dpcm. Palazzo Chigi fa chiarezza sulle indiscrezioni emerse nelle ultime ore. Si era parlato infatti di un voto in Parlamento riguardo la proroga dello stato d’emergenza, invece si voterà sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul nuovo Dpcm, che è destinato a prorogare le norme anti contagio che scadono il 14 luglio. Invece per la proroga dello stato d’emergenza, che scade il 31 luglio, non è necessario un Dpcm, bensì una delibera del Consiglio dei ministri, su cui il premier Giuseppe Conte riferirà in Parlamento. Lo precisano appunto fonti di Palazzo Chigi, spiega l’Ansa, interpellate sul voto delle Camere nella prossima settimana. Sul Dpcm, con il quale si dovrebbero prorogare le norme esistenti, il presidente del Consiglio ha delegato Speranza a riferire martedì, prima che il provvedimento venga firmato. Invece sullo stato d’emergenza, se il governo opterà come probabile per la proroga, sarà Conte stesso a riferire prima del 31 luglio. (agg. di Silvana Palazzo)

STATO D’EMERGENZA, BASSETTI “VA PROROGATO DI MESE IN MESE”

Decide il Parlamento sullo stato d’emergenza. È in programma martedì il voto sulla proroga. La presidente del Senato Elisabetta Casellati in un’intervista al Tg5 ha dichiarato: «Mi auguro sia l’inizio di una democrazia compiuta perché in Parlamento e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione». Invece il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha dato il suo via libera: «Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico». Invece per l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all’Ospedale San Martino, si oppone: «Stiamo dando al mondo l’idea di essere ancora in pieno dramma, che tutti i sacrifici non sono serviti a niente. Mentre è vero il contrario: il Covid è stata un’emergenza ospedaliera, che oggi, lo dicono i numeri, è finita». Pur riconoscendo che la decisione è politica, Bassetti spiega: «Forse l’emergenza andrebbe prorogata di mese in mese. La proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, se così sarà, mi pare francamente un po’ spinta». (agg. di Silvana Palazzo)

COPASIR: “NO POTERI SPECIALI A CONTE”

Prosegue il dibattito politico sulla possibile proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2020. Il premier Giuseppe Conte ha reso noto che si passerà dal Parlamento, e nelle scorse ore è arrivata la presa di posizione di Raffaele Volpi, presidente del Copasir: «Pensiamo che a fronte di possibili situazioni critiche, quali quelle ravvisate dal Ministro dell’Interno, che ha parlato di tensioni sociali in autunno, sia inopportuno trovare il Paese con un anomalo e fraintendibile combinato disposto tra eventuali problematiche sociali complesse ed i poteri speciali al Presidente del Consiglio con una eventuale proroga dello stato di emergenza». Volpi ha poi messo in evidenza che le probabili criticità debbano trovare soluzioni in un confronto istituzionale così da rendere appieno il ruolo centrale del Parlamento. Attese novità nel corso delle prossime ore, con il Partito Democratico che ha già chiarito la sua posizione: «Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del governo utile a contenere la pandemia», le parole del segretario Nicola Zingaretti. (Aggiornamento di MB)

STATO D’EMERGENZA, IL DIETROFRONT DI CONTE

In serata il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto almeno parzialmente dietrofront riguardo la decisione del prolungamento dello stato di emergenza fino al 2020 in Italia, per fronteggiare la diffusione del coronavirus Sars Cov-2 che in autunno potrebbe far registrare una seconda ondata. Si era parlato nella giornata di venerdì di smart working da adottare fino a Capodanno e altre misure che sarebbero conseguite, ma lo stesso Conte ha frenato sull’ipotesi: “Non ho detto che c’è stata una decisione, è un tema che dobbiamo affrontare e a farlo sarà il governo in modo collegiale nel debito confronto con il Parlamento,” ha spiegato il Premier. Lo scenario resta sicuramente plausibile ma probabilmente l’ufficialità arriverà solo dopo un confronto con le altre forze politiche. (agg. di Fabio Belli)

MELONI: “CONTE FA UN PO’ CIO’ CHE VUOLE”

Arrivano conferme sulla proroga dello stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2020. Le parole di Conte hanno “verificato” l’indiscrezione e si è acceso ovviamente il dibattito politico sul tema. Matteo Salvini ha criticato aspramente l’ipotesi, dello stesso tenore il giudizio di Giorgia Meloni: «Ad oggi non sarei per la proroga dello stato di emergenza, che ricordiamo è uno strumento del quale il governo dispone per fare un po’ ciò che vuole». Intervenuta a margine di un evento elettorale a Prato, la leader di Fratelli d’Italia ha aggiunto: «Sul fatto che si debba passare per il Parlamento, credo che non si debba nemmeno specificare. Per troppo tempo noi abbiamo consentito che Conte si muovesse indipendentemente dalle prerogative parlamentari di una Repubblica». Ricordiamo che anche Italia Viva ha chiesto un passaggio da Camera e Senato. A dir poco rumorosa la presa di posizione di Vittorio Sgarbi: «La sola emergenza è quella anti democratica. La sola risposta dovrà essere una insurrezione. L’esecutivo, con a capo un signore che non ha votato nessuno, ha prorogato lo “stato di emergenza”, pensando così di continuare a governare il Paese diffondendo terrore». (Aggiornamento di MB)

STATO DI EMERGENZA, SI VA VERSO PROROGA AL 31 DICEMBRE

Proroga dello stato d’emergenza in Italia per il coronavirus? Il premier Giuseppe Conte ha aperto a questa possibilità, annunciando che potrebbe essere prolungato fino al 31 dicembre 2020. La decisione ufficiale non è stata ancora presa, né comunicata, ma il presidente del Consiglio ha confermato che c’è questo orientamento nel governo. «Ragionevolmente, ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio», ha ammesso a margine del test di sollevamento delle paratoie del Mose a Venezia. Conte ha spiegato che lo stato di emergenza «serve a tenere sotto controllo il virus», in quanto permette di adottare misure che altrimenti non potrebbero essere prese. La proroga fa sì che Palazzo Chigi possa far ricorso a nuovi Dpcm, quei strumenti legislativi che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi e che non hanno bisogno di essere varati dalle Camere, al contrario dei decreti. Inoltre, la Protezione civile manterrà un ruolo centrale, soprattutto in vista della riapertura delle scuole.

PROROGA STATO D’EMERGENZA? SALVINI PROTESTA

«Non è stato ancora deciso tutto, ma ragionevolmente si andrà in questa direzione», ha dichiarato il premier Giuseppe Conte. La proroga fino alla fine dell’anno probabilmente risente delle previsioni del Comitato tecnico scientifico e della probabilità che in autunno possa arrivare la temuta seconda ondata, frutto magari di nuovi e più estesi focolai. Gli effetti sono molteplici, ad esempio proseguirà lo smart working per dipendenti pubblici e privati. Di fatto, l’ombra del coronavirus si allunga anche sulla seconda parte dell’anno, ma si attende appunto la decisione ufficiale. Intanto il centrodestra si spacca. C’è Matteo Salvini, leader della Lega, che protesta: «Allungarlo? No grazie. Gli Italiani hanno dimostrato buon senso, meritano fiducia e rispetto, adesso vogliono vivere, lavorare, amare. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto». Invece Forza Italia è favorevole: «Una necessità condivisibile. Ciò che non permetteremo è che a questa proroga corrisponda un’ulteriore esclusione del Parlamento dalle decisioni vitali per il Paese», scrive la deputata Deborah Bergamini su Twitter. Invece Annamaria Bernini, capogruppo al Senato: «Basta alla logica dei pieni poteri al premier». Anche il Pd però avverte: bisogna passare dal Parlamento.

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