Stefano Bonaccini “Regioni pronte a rompere col Governo”/ “Ci dia 2 miliardi subito!”

- Alessandro Nidi

Il presidente dell’Emilia-Romagna ha pronunciato parole pesanti nei confronti dell’Esecutivo: servono altri soldi, altrimenti cesserà il dialogo

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Stefano Bonaccini (LaPresse)

Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, non ha dubbi: “O arrivano altri 2 miliardi di euro oppure stop ai rapporti con l’Esecutivo”. Le affermazioni sono pesanti, pesantissime, e giungono oltretutto in un momento di grande tensione economica e sociale nel nostro Paese, nata in seguito alla pandemia di Coronavirus e alla conseguente crisi finanziaria che ha investito l’Italia. Nell’ambito di una videoconferenza stampa avente come tematica principale l’assestamento al Bilancio 2020, il governatore emiliano non si è nascosto dietro a un dito, esternando il suo pensiero e paventando la possibilità concreta di un’interruzione del dialogo con Conte e la sua squadra: “Con il Governo, lo dico da presidente della Conferenza delle Regioni, bisogna che arriviamo a un accordo, perché o il Governo stanzia altri 2 miliardi di euro per le Regioni a statuto ordinario o, altrimenti, noi interromperemo le relazioni istituzionali”.

STEFANO BONACCINI: “NON HO DUBBI, TROVEREMO UN ACCORDO”

Affermazione che Stefano Bonaccini, militante tra le fila del Partito Democratico, non ha ritrattato, ma che ha provato a rendere meno pungenti, smussando gli angoli del suo discorso: “Stiamo lavorando bene insieme, non ho dubbi che troveremo un accordo, ma le cose bisogna dirle con grande chiarezza”. A tal proposito, il presidente dell’Emilia-Romagna viene indicato da più parti come l’uomo ideale per assumere la guida del Pd e i tempi potrebbero davvero essere maturi, tanto che il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha richiesto un rinnovamento ai vertici del partito. Bonaccini non ha mai accennato a una sua candidatura, ma potrebbe seriamente pensarci. Intanto, ha detto la sua anche sulla scuola, altra tematica di grande attualità in Italia: “Le linee guida presentate per noi non erano ricevibili. Abbiamo fatto controproposte. Abbiamo bisogno di certezze sul poter riaprire le scuole in sicurezza, per davvero e per la gran parte, se non tutte, in presenza”.

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