“Stipendio prof? Stato li ignora”/ Lodolo D’Oria: “Bieco assistenzialismo con RdC”

- Alessandro Nidi

Maestri, prof e scuola sono “ignorati” dallo Stato, secondo Lodolo D’Oria: “I docenti non sono adeguatamente retribuiti dall’Italia”

Professore scolastico
(Foto Pixabay)

I prof vengono ignorati dallo Stato: è la dura offensiva che si registra da parte di Vittorio Lodolo d’Oria, medico specialista, pubblicista e consulente del Ministero, in materia di stipendio degli insegnanti del nostro Paese. Un Paese – l’Italia – nel quale la scuola pare essere destinata a essere mestamente fagocitata dalle nebbie dell’oblio, “a meno che qualcuno si accorga della cospicua forza elettorale composta da un milione di insegnanti, col loro indotto, e di incontrovertibili verità e scadenze che peraltro torneranno attuali già a metà settembre, proprio alle soglie del voto”.

Un appello alla politica, quello rivolto da Lodolo D’Oria nel suo intervento a “Parlamento Lab”, a cui l’esperto ha inteso aggiungere un tassello, o meglio, una stilettata ulteriore, con l’introduzione di un termine di paragone che riesca a illustrare al meglio il suo pensiero circa la retribuzione di maestri e prof nello Stivale: “Come equiparare il salario dei docenti italiani alla media Ue? La consistente cifra è più o meno la stessa occorsa per istituire il Reddito di Cittadinanza (RdC). Oggi lo Stato, pur non retribuendo adeguatamente i suoi docenti, li ignora e utilizza le finanze pubbliche a suo piacimento facendo bieco assistenzialismo diseducativo”.

“LO STIPENDIO DEI PROF IN ITALIA È INADEGUATO”: LODOLO D’ORIA PARLA ANCHE DEI “FRAGILI”

Nel prosieguo del suo ragionamento ai microfoni di “Parlamento Lab” sui prof, Lodolo D’Oria ha inteso ampliare la riflessione includendo in essa anche i soggetti più “in difficoltà”, le cui esigenze vengono talvolta e, purtroppo, spesso sottaciute: “Uno Stato giusto e autorevole deve prima dare le meritate spettanze ai propri lavoratori, quindi adoperare al meglio le eventuali risorse disponibili per promuovere il benessere collettivo e in particolare dei cosiddetti fragili”.

Tutti spunti che potrebbero tornare utili in sede di campagna elettorale, anche alla luce del lavoro sin qui impostato dall’attuale ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il quale ha assunto 60mila prof e ha annunciato l’arrivo di rinforzi ulteriori.





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