STORIA/ Wittmann e lo scontro del 13 giugno ’44: la vera macchina da guerra è l’uomo

- Antonio Besana

Fu uno dei più valorosi comandanti di carro armato tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. Michael Wittmann riposa in Normandia. Ecco la sua storica operazione

guerra Germania wittmann 1 web1280 640x300 Michael Wittmann (1914-1944) (foto dal web)

Il cimitero militare che raccoglie i resti dei soldati tedeschi caduti nei giorni dello sbarco alleato in Normandia si trova nei pressi della cittadina di La Cambe, non lontano da Omaha Beach, 25 chilometri a nord-ovest di Bayeux. La statale NR13 tra Baieux e Isigny-sur-Mer divide il cimitero dall’abitato della cittadina. Il ricordo dell’occupazione tedesca e dei fatti ad essa successivi, compreso il periodo di collaborazionismo del governo di Vichy, sono una ferita ancora aperta che causa una sorta allontanamento nella memoria di coloro che qui vivono, che non sono propensi a fornire al turista le indicazioni per raggiungere il cimitero. Nella popolazione francese è ancora viva la memoria delle vittime civili, le cui salme sono sepolte nei cimiteri comunali, ed il cui ricordo è affidato unicamente ai propri cari. Forse è questo motivo il motivo per il quale i visitatori che frequentano questo cimitero sono in maggioranza i turisti.

Il cimitero militare tedesco di La Cambe fino al 1945 era un cimitero americano. A partire dal 1959 le salme dei caduti americani furono trasferite a Colleville-sur-Mer, e La Cambe fu dedicato alla sepoltura dei caduti tedeschi. Nel parcheggio davanti all’ingresso una lastra di marmo accoglie i visitatori con una frase di Albert Schweitzer: “I cimiteri di guerra sono il più grande monito alla pace”. L’accesso al cimitero avviene attraverso una stretta porta aperta in un solido muro di pietra scura che immette in questo luogo di dolore e di pace. Il prato è ben curato, come nei cimiteri alleati, disseminato di grandi querce trasportate fin qui dalla Germania. Le oltre 21mila salme dei caduti qui conservate sono identificate da lastre di basalto scuro poste sul terreno, e non sono quasi mai individuali. Ogni sepoltura si riferisce in genere a quattro caduti, ma talvolta anche molti di più, spesso appartenenti alla stessa unità, identificati da nome, grado e data della morte. File di tre-cinque croci di basalto nero, alte una cinquantina di centimetri si trovano sparse nel cimitero. Al centro si innalza una specie di piccola collina, dalla sommità della quale è possibile spaziare lo sguardo su tutto il cimitero.

Nel blocco 47, alla sepoltura numero 120 della fila 3, riposano insieme i membri dell’equipaggio del carro Tigre 007 dello Schwere SS-Panzer-Abteilung 101: capitano Michael Wittmann, sergente pilota Heinrich Reimers, sergente artigliere Karl Wagner, soldato Günther Weber, soldato Rudolf Hirschel.

Michael Wittmann è una figura mitica nella storia delle truppe corazzate. Ufficiale delle Waffen-SS, è considerato uno dei migliori comandanti di carri armati della Seconda guerra mondiale. Il fatto che si fosse arruolato nelle SS ci fa pensare che fosse un nazista, ma qui vogliamo rendere omaggio non al nazista ma al comandante di carri ed alla sua abilità di combattente, anche se questo potrebbe essere considerato non “politicamente coretto”.

Wittmann nasce nel 1914 a Vogelthal, la frazione di un piccolo comune della Baviera, da una famiglia di contadini. Nel 1939 durante le campagne di Polonia e di Francia presta servizio nella divisione SS Leibstandarte, al comando di un blindato leggero da ricognizione SdKfz 222. In seguito gli viene affidato un carro d’assalto Sturmgeschütz III. Nel 1941, durante i primi giorni dell’invasione dell’Unione Sovietica, rimasto isolato dal suo reparto si distingue per le sue capacità tattiche, distruggendo tre mezzi corazzati sovietici. Nella battaglia di Rostov viene ferito due volte. Alla fine del 1942, dopo aver frequentato la Junkerschule (scuola ufficiali) di Bad Tölz, è trasferito al SS-Panzer-Abteilung 101, che nel frattempo aveva ricevuto in dotazione i nuovi carri armati Tigre. Nel 1943 a Belgorod, durante cinque giorni di combattimento, Wittmann distrugge 30 carri T-34 e 28 cannoni anticarro russi. Il 9 gennaio 1944 il numero di carri distrutti è salito a 66: Wittmann viene proposto per la Croce di Cavaliere, con la quale viene decorato il 14 gennaio. Il 30 gennaio viene decorato con le foglie di quercia. Quando rientra dal fronte russo il numero di carri distrutti è salito a 117.

Nel 1944 troviamo Wittmann in Normandia, dove con il grado di Obersturmführer comanda la seconda compagnia dello Schwere SS-Panzer-Abteilung 101, dotata di carri Tigre. Ed è proprio in Normandia, a Villers-Bocage, che il 13 giugno 1944 Wittmann compie l’impresa che lo renderà leggendario, distruggendo in poco più di un’ora 21 carri armati e 28 veicoli blindati della Settima divisione corazzata britannica.

Il 13 giugno 1944 la settima Armoured Division penetra nelle linee tedesche, minacciando il fianco della divisione corazzata Panzer Lehr e le truppe tedesche schierate a difesa di Caen. La colonna inglese ha ricevuto l’ordine di occupare il villaggio di Villers-Boccage. Wittmann è arrivato nella zona la sera precedente. Dopo aver subito un duro attacco aereo vicino a Versailles l’8 giugno l’unità era stata costretta a viaggiare solo di notte per i cinque giorni successivi per portarsi nella posizione attuale, dove arriva il 12 giugno. Nella zona si trovano soltanto una ventina di carri armati tedeschi. Wittmann è al comando di una sezione di carri composta da cinque Tigre e un Panzer Mk IV. Si dirige verso Villers-Bocage, e mentre si appresta ad entrare nel villaggio avvista il reparto di punta inglese, composto da quattro carri Cromwell, che ha superato l’abitato. Alle loro spalle i reparti di fanteria meccanizzata si sono fermati perché hanno raggiunto il loro obiettivo. Gli inglesi, che non si sono accorti dei cinque carri tedeschi in avvicinamento, sono smontati dai loro mezzi per prepararsi il tè, una tradizione che non hanno mai perso nemmeno in battaglia, ma che in questa occasione costerà loro parecchio cara.

Il cannoniere del Tigre di Wittmann osserva: “Si comportano come se avessero già vinto la guerra”. Wittmann risponde: “Gli dimostreremo che si sbagliano”. Alle 9.00 Wittmann inizia una delle più micidiali azioni compiute da un singolo carro nel corso di tutta la guerra. Il primo attacco viene portato immobilizzando il veicolo di testa della colonna inglese. Muovendosi lungo la colonna nemica e sparando quasi a bruciapelo ai veicoli fermi distrugge in pochi minuti due carri armati Cromwell e uno Sherman Firefly. Successivamente attacca i veicoli leggeri e la brigata di fanteria distruggendo nove corazzati, due cannoni anticarro da 6 pollici e altri due veicoli. Penetra nel villaggio e attacca e mette fuori combattimento tre dei quattro carri Cromwell, due Sherman Firefly, una jeep e un altro veicolo corazzato.

Il sergente Stan Lockwood, al comando di uno Sherman Firefly M4A4, ha fermato il suo carro in una via adiacente e sente il rumore delle esplosioni. Mette in moto il carro e mentre gira lentamente intorno all’edificio vede davanti a lui il Tigre di Wittmann che procede mostrandogli il fianco. Il Firefly monta un cannone da 17 libbre che se usato efficacemente è in grado di fermare un Tigre. Lo Sherman di Lockwood spara in successione quattro colpi contro il Tiger di Wittmann. Tre colpi vanno a vuoto ma uno dei proiettili raggiunge la torretta danneggiandola leggermente. Il carro di Wittmann, che è in movimento mentre viene colpito, frena violentemente. La torretta ruota velocemente ed apre il fuoco con il suo 88 mm. Il colpo manca il bersaglio e colpisce il muro di una casa che rovina sullo Sherman mettendolo temporaneamente fuori combattimento. Quando gli inglesi riescono a districarsi dalle macerie il carro tedesco è scomparso. Wittmann inverte la direzione e mentre torna sui suoi passi incrocia il quarto carro Cromwell scampato al primo attacco, comandato dal capitano Dyas, che spara due colpi da 75mm. Wittmann risponde al fuoco distruggendo anche il quarto Cromwell.

A questo punto Wittmann si sgancia per fare rifornimento di carburante. I danni al carro sono marginali e quindi decide di rientrare in combattimento: riarma il carro e si unisce ad altri quattro Tigre che insieme ad un reparto di fanteria stanno attaccando la colonna britannica.

Nel pomeriggio Wittmann è di nuovo in azione con l’avanguardia della seconda Panzer che sta arrivando sul campo di battaglia. Gli inglesi sono sul chi vive dopo la batosta subita in precedenza, ed hanno schierato alcuni pezzi anticarro. Uscito dal villaggio il Tigre di Wittmann viene colpito da un proiettile sparato da un anticarro che lo ferma danneggiando il cingolo sinistro. Il carro potrebbe essere recuperato e riparato più tardi e quindi l’equipaggio di Wittmann lo abbandona senza distruggerlo, ritirandosi a piedi. Rientrato nelle linee tedesche Wittmann sale a bordo di un altro carro e rientra in combattimento.

La propaganda tedesca utilizzò lo scontro del 13 giugno per creare un’aura leggendaria intorno alla figura di Wittmann, accreditandogli 27 dei 30 carri armati inglesi distrutti. Le testimonianze successive accertarono che Wittmann distrusse in realtà 12 carri armati (5 Cromwell, 3 Stuart, 4 Sherman), un carro da ricognizione, 10 veicoli corazzati e 4 veicoli di trasporto. Per questa azione Wittmann viene in seguito decorato personalmente da Hitler a Berchtesgaden con la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia e Spade. Poche settimane dopo fa ritorno nuovamente in Francia, dove perde la vita l’8 agosto durante l’operazione Totalize, in un campo poco distante da Gaumesnil. La dinamica della sua morte è controversa. Alcuni la accreditano ad uno Sherman Firefly della 33ma Brigata Corazzata britannica, mentre altri sostengono che il carro è stato colpito da un razzo lanciato da un caccia bombardiere Hawker Typhoon della RAF. Wittmann chiude la sua carriera con il leggendario e ineguagliato record di 138 corazzati e 132 cannoni anticarro nemici distrutti.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Storia

Ultime notizie