Sylvie Lubamba/ “Ho chiesto il reddito di cittadinanza e la casa popolare!”

- Valentina Gambino

Sylvie Lubamba dopo essere finita in carcere non se la passa bene: l’ex showgirl ha deciso di chiedere il reddito di cittadinanza e una casa popolare.

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Sylvie Lubamba

Vi ricorderete di Sylvie Lubamba per la sua presenza fissa in programmi con “Markette” di Piero Chiambretti. La sua ironia e le sue forme, facevano impazzire il pubblico. Attualmente però, la showgirl non se la passa proprio bene. La 47enne, italiana con origini congolesi, è uscita dal carcere nel 2017 dopo tre anni di reclusione per utilizzo indebito di carte di credito e adesso è fondamentalmente senza il becco di un quattrino, tanto da aver richiesto sia il reddito di cittadinanza che una casa popolare. “Le persone pensano che noi così detti vip ce la passiamo bene e viviamo da nababbi, invece non è affatto così, io non lavoro da anni con continuità, l’ultimo contratto l’ho firmato più di 10 anni fa, nel 2008 per il programma Markette condotto Piero Chiambretti il mio mentore, in cui facevo parte del cast”, ha fatto sapere. “Ho fatto richiesta del reddito di cittadinanza ed attendo risposta, sono in graduatoria per la casa popolare e sto anche cercando un lavoro normale; sento spesso che la gente fa fatica ad arrivare a fine mese, io invece faccio fatica ad arrivare alla terza settimana, ma non mi lamento, voglio dirlo solo per far capire alla gente comune che anch’io ho le stesse difficoltà loro, che anch’io sono una del popolo come loro, nonostante la mia popolarità!”, ha poi aggiunto.

Sylvie Lubamba: ecco come era finita in carcere

Sylvie Lubamba poi ha ringraziato la madre: “Mi aiuta e mi nutro quotidianamente dell’affetto di amici, famiglia e nipoti che mi amano!”. Lo scorso gennaio, la prosperosa ex showgirl è stata ospite del salotto di Pomeriggio 5 da Barbara d’Urso. Proprio in quella occasione, ha svelato di essere stata condannata a sette anni e quattro mesi e di avere avuto uno sconto della pena per merito della sua buona condotta. “Prendevo il numero e la data di scadenza delle carte di credito anche di gente che non conoscevo. Negli scontrini c’era tutto. Andavo in discoteca, mi invitavano ai tavoli a bere dello champagne, il titolare pagava con la carta, molto spesso lo scontrino veniva dimenticato. Io lo prendevo facendo finta di buttare la gomma da masticare e mi prendevo lo scontrino. Prenotavo alberghi, viaggi ferroviari, acquisti su internet, compagnie aeree. Si parla di sedici anni fa, adesso non si può fare più”, aveva svelato. Poi aveva aggiunto di avere commesso questi reati prima di iniziare a lavorare con Chiambretti: “Una volta che ho realizzato il mio sogno, non aveva senso che compissi una sciocchezza del genere. Prima ho avuto due anni di follia. La prima volta ho offerto una vacanza a tutta la mia famiglia”.



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