Terence Tao è “l’uomo più intelligente del mondo”/ QI di 230, “ma la fisica è dura”

- Dario D'Angelo

Terence Tao, un QI di 230, viene definito “l’uomo più intelligente del mondo”: il matematico professore a Ucla è in Italia per dei convegni.

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Terence Tao, foto da Twitter

Terence Tao, per tutti Terry, 46enne matematico a Ucla, con il suo QI di 230 viene da molti definito “l’uomo più intelligente del mondo“. Ospite in questi giorni all’Università dell’Insubria, posto dinanzi a questa affermazione da parte del Corriere della Sera, che lo ha intervistato, il professore sinoamericano si è schermito: “Le definizioni assolute sono pericolose e io sono un matematico che si diverte con il suo lavoro. Nel nostro mondo non facciamo confronti, non c’è motivo“. La sua vicenda personale, però, è a dir poco prodigiosa: a 2 anni già leggeva da solo, a 5 insegnava ai bambini, a 7 era al liceo, a 9 frequentava corsi di matematica avanzata. Non chiamatelo alieno, però: “Macché. E ho gli stessi problemi di tutti“, garantisce lui. La matematica, comunque, è la sua passione, e su questo già dimostra di non essere proprio come tutti: “La matematica è il linguaggio con cui spogli un pensiero nelle componenti centrali. Un’eventuale razza extraterrestre non comunicherebbe a parole, ma con numeri e matrici“.

TERENCE TAO, “L’UOMO PIÙ INTELLIGENTE DEL MONDO”

Da bambino Terence Tao faceva disperare la nonna disegnando numeri sui vetri delle finestre con il sapone liquido: “Avevo 2-3 anni, i numeri mi sono sempre piaciuti: amo i giochi nei quali se fai una cosa vinci e se ne fai un’altra perdi. La matematica è proprio così: una risposta è giusta e una è sbagliata“. Quando gli viene chiesto se esiste qualcosa che non sa fare o che non capisce, il prof Terry risponde così: “La fisica è dura… Poi non so cantare e nemmeno recitare: pensate che trovo complicato leggere un discorso che mi è stato preparato“. Con le sue ricerche esplora “le connessioni tra le aree della matematica: il tentativo di unificarne gli aspetti è una costante di questa disciplina“. A domanda, sul perché molti studenti la odino, risponde: “Perché la vedono come qualcosa di magico. E se non segui il suo linguaggio, ti capita qualcosa di brutto. Bisogna cambiare approccio, provare, sperimentare: la matematica non è da temere“. Facile da dire quando si ha un QI da 230, vero? Eppure Terence Tao ammette di aver avuto a scuola, anche lui, dei brutti voti: “Ho fallito un paio di esami. Uno era di fisica: tutto bene per la parte di matematica, poi mi hanno chiesto nozioni storiche e io non le avevo studiate perché secondo me non c’entravano nulla“. Australiano di nascita, mamma e papà cinesi, anche cittadino Usa, Tao è stato educato “secondo lo stile occidentale, guardo la tv americana, non amo il cibo cinese anche se ho amici cinesi. Di quale Paese mi sento? Nella matematica non conta da dove vieni“.



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