Terza dose a operatori sanitari/ Brusaferro: “Niente rinvii, massima precauzione”

- Chiara Ferrara

Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, ha confermato che non ci saranno rinvii nella somministrazione della terza dose a operatori sanitari

Brusaferro terza dose operatori sanitari
Silvio Brusaferro, Presidente Iss (LaPresse, 2021)

La terza dose del vaccino contro il Covid-19 verrà somministrata agli operatori sanitari, che sono tra coloro che hanno completato per primi il ciclo vaccinale. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha annunciato attraverso una nota che al momento non è previsto alcun rinvio. Dopo immunodepressi e altri soggetti a rischio, dunque, sarà il turno dei medici.

Per quanto riguarda il richiamo “non sono previsti rinvii per gli operatori sanitari”. È questo quanto dichiarato dal portavoce del Comitato tecnico scientifico. “Nel costante perseguimento di un’ottica di massima precauzione, la somministrazione di un’ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle Rsa, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio”. Le somministrazioni delle terze dosi a coloro che lavorano nelle strutture sanitarie, dunque, dovrebbero partire tra pochi mesi.

Terza dose a operatori sanitari: è necessaria

Gli esperti, in questi mesi, hanno dimostrato che la terza dose è necessaria, per cui essa verrà somministrata anche a operatori sanitari, dato che essi sono coloro che maggiormente entrano a contatto con soggetti a rischio. Il loro ciclo vaccinale è stato completato ormai da diversi mesi. L’immunità contro il Covid-19, dunque, potrebbe adesso avere raggiunto livelli non più sufficienti.

A confermare che non ci saranno rinvii nel calendario è stato anche Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei Medici, in vista della ufficializzazione delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico sul richiamo. “I sanitari a rischio per noi sono tutti. Ognuno ne ha uno proprio”, ha ribadito. Al tempo stesso, tuttavia, l’esperto ha precisato che “può avere un senso partire da quelli più esposti come quelli che lavorano nei reparti Covid”. Con l’avvento del vaccino il numero di morti in corsia è nettamente diminuito, per cui è inevitabile mettere in atto le necessarie precauzioni affinché non si registrino incrementi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA