SERIE A/ L’equilibrio bianconero governa il Campionato

- La Redazione

Il punto di SANDRO BOCCHIO dopo la ventiquattresima giornata di campionato di Serie A. La Juventus vola alto, il Milan perde terreno. E’ tutto un equilibrio, ma in movimento…

Conte_conferenza_processo
Antonio Conte (Infophoto)

Un turno all’insegna dell’equilibrio, alla fine viene premiata la Juventus. La prova di forza serve ad allungare in classifica sul Napoli, mettendo un buon margine di sicurezza in vista dello scontro diretto del San Paolo il 1° marzo. Squadra in salute e buone indicazioni per l’appuntamento contro il Celtic nella Champions League, che torna questa settimana con gli ottavi. A far da contrasto un’altra prova incolore da parte della Fiorentina: troppo in fretta qualcuno aveva parlato di obiettivi importanti, altrettanto troppo in fretta erano stati dipinti come fenomeni giocatori che non lo sono (Roncaglia, per esempio). Ma in salute è anche chi insegue, come si è visto nello scontro diretto che ha messo di fronte Lazio e Napoli. Partita aperta, incerta fino all’ultimo. Un pareggio all’apparenza inutile ai fini della classifica, che però serve a Mazzarri per aumentare l’autostima e a Petkovic a ripartire dopo gli ultimi rovesci. Come capitato all’Inter. Stramaccioni passa al 4-3-3 e ne viene ripagato, pur se avrà avuto qualche cattivo pensiero dopo il pareggio del Chievo. Il tecnico ritrova Milito e l’argentino segna dopo un’astinenza durata tre mesi: sarà importante averlo nel duello con il Milan, che traballa ma non cade a Cagliari. Qui si conferma fondamentale Balotelli, che si lascia andare a un gesto poco gradevole (con il dito indice sul naso a zittire) nei confronti del pubblico di casa. Ben di peggio fa Rossi a Marassi. Lui passa all’universalmente volgare dito medio rivolgendosi alla panchina della Roma. Non basta l’invocata “trance agonistica” a giustificazione post-gara, soprattutto da parte di un tecnico salito la passata stagione alla ribalta per la scazzottata con Ljajic a Firenze: nel suo ruolo la responsabilità assume valenza doppia. Un episodio che non fa passare in secondo piano la rottura prolungata della Roma, nonostante il passaggio da Zeman ad Andreazzoli: sono rimaste tante le reti prese, identico il senso di impotenza nei confronti dell’avversario di turno. Un discorso validissimo anche per Palermo, dove Malesani comincia con un pareggio interno contro il tutt’altro che irresistibile Pescara. Non solo spaventa la classifica, adesso occorre anche fare in conti con una piazza che non ne può più dei chiari di luna di Zamparini. Con qualche ragione.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori