SERIE A/ La Milano che si beve da sola

- Sandro Bocchio

Il giornalista Sandro Bocchio analizza i temi emergenti dalla trentunesima giornata del campionato di serie A 2012-2013: dalle partite controverse delle milanesi alla lotta salvezza

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(INFOPHOTO)

Il Napoli mette a segno un allungo importante. Soprattutto in vista di domenica sera, quando andrà a San Siro per quello che si preannuncia il duello finale in chiave Champions. Non tanto per stabilire chi ci andrà quanto, piuttosto, per vedere chi avrà le maggiori possibilità di raggiungere il secondo posto e accedere così direttamente alla fase a gironi. L’ultima giornata ha infatti praticamente decretato che saranno le avversarie dirette nel prossimo turno a iscriversi nel gruppo destinato alla futura edizione del torneo europeo. Il  Napoli si candida in virtù di una vittoria netta contro il Genoa, in continuità con quanto visto a Torino contro i granata: ritorno alla capacità realizzativa (pur se Cavani ha sbagliato il secondo rigore consecutivo), cui si è aggiunta una prova concreta in difesa. Mentre il Milan lo fa in virtù del pareggio di Firenze, che tiene a bada l’inseguitrice più vicina. Ma con molti rimpianti, visto che il 2-2 finale arriva dopo gran parte di gara condotta con un uomo in più e visto che il pareggio si palesa dopo due rigori viola, assegnati da Tagliavento in una direzione di gara non cristallina (in un turno in cui gli arbitri non hanno brillato, vero Gervasoni?). I rossoneri ringraziano il solito suicidio dell’Inter, che riesce a cadere in casa contro l’Atalanta dopo essere andata sul 3-1: terza sconfitta consecutiva a San Siro, non accadeva da oltre mezzo secolo. Incidono le assenze in attacco, con Cassano che va ad aggiungersi agli altri infortunati Palacio e Milito. Ma questo non giustifica una difesa che incassa quattro gol con gli uomini potenzialmente migliori. I nerazzurri cancellano in pochi minuti – i dodici delle tre reti di Denis – i piccoli spiragli positivi lasciati intravedere nel recupero contro la Sampdoria. Squadra poco equilibrata e involuta, soprattutto in uomini come Guarin. Stramaccioni non sembra saldissimo nelle due posizioni. Risultati da cui potrebbe trarre beneficio la Lazio, impegnata in posticipo nel derby contro la Roma. Con tre punti potrebbe garantire l’ultimo tentativo di sussulto nelle zone alte della classifica. Questo mentre sul fondo il Genoa piomba nel dramma, non solo per la sconfitta di Napoli. Rossoblù ora agganciati in classifica da Palermo e Siena, con la prospettiva di disputare domenica un derby contro una Sampdoria tutt’altro che serena, dopo la sconfitta incassata a Marassi proprio contro i siciliani. Nel frattempo – a proposito – ci sarà da seguire la Juventus. In Italia ha posto l’ennesimo tassello sulla strada verso lo scudetto. In Europa insegue l’impresa di rimontare il Bayern nei quarti di Champions: complicata ma non impossibile, seppure i tedeschi in trasferta abbiano sempre viaggiato come treni ad alta velocità. Ci vorranno testa, determinazione e quella botta di fortuna che Arrigo Sacchi aveva sempre messo come elemento fondamentale alla base di ogni impresa sportiva.



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