SERIE A/ Dalla Juventus all’Inter, tutti a “caccia” di record

- Sandro Bocchio

La giornata infrasettimanale di serie A ha regalato alcuni risultati importanti, verdetti ormai più o meno definito e alcuni record di cui andare fieri ma anche altri negativi…

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Alessandro Matri (infophoto)

Emessi i verdetti, rimangono i record. Anche in versione riveduta e corretta, non cambia il rendimento della Juventus: vittoria a Bergamo con una rete del redivivo Matri e 86 punti in classifica. L’obiettivo è far meglio dei 91 della squadra di Fabio Capello, quota raggiunta nel 2006 prima del ciclone Calciopoli. Possibile con questo passo nelle ultime due giornate. Un solo (grosso) neo nella serata: gli scontri tra tifosi, che hanno costretto l’arbitro Guida a una sospensione nel primo tempo, obbligando lo stesso Antonio Conte ad andare a fare da paciere sotto la curva. Di tutto ha bisogno il nostro calcio, tranne di rivedere simili episodi anche ad alto livello. Verdetto e primato anche per il Napoli. Altre tre reti in cascina, stavolta ai danni dello sconcertante Bologna. Walter Mazzarri allunga sul proprio record di punti (70, due stagioni or sono), blinda il secondo posto che significa accesso diretto ai gironi di Champions e vede la sua squadra diventare la più prolifica del torneo: 70 gol contro i 68 della Juventus. Champions League che, a meno di sorprese clamorose, dovrebbe vedere il Milan come terzo protagonista. Sempre generoso il Pescara con chi bussa alla sua porta, stavolta concede quattro reti ai rossoneri, che mantengono i quattro punti di vantaggio sulla Fiorentina, ripartita da Siena con una vittoria che manda la squadra di Beppe Iachini in serie B: a sei punti dal Genoa, soltanto il vantaggio negli scontri diretti impedisce di considerare i bianconeri già retrocessi. Un baratro cui si avvicina ormai il Palermo, sconfitto dalla straordinaria Udinese dell’eccellente Francesco Guidolin: il mercato gli smonta la squadra ogni anno, lui ogni anno la rimodella con pazienza artigianale. Quinto posto in classifica, con Roma superata (che suicidio tattico e mentale in casa contro il Chievo) e Lazio tenuta a distanza. Il Palermo, a meno 4 dal Genoa, può cominciare a salutare la serie A, pensando agli errori commessi: la poca chiarezza dirigenziale, i soliti allenatori cambiati a getto continuo, due campagne di mercato a dir poco raggelanti, tra uscite eccellenti e ingressi di basso profilo. E a proposito di record, festeggia anche l’Inter, in negativo: quindici sconfitte le aveva collezionate soltanto nel 1946-47, una vita fa.

Ci riesce perdendo in casa con la Lazio, concedendo all’altare degli infortuni gli ennesimi giocatori (Jonathan e Ranocchia). Con un pizzico di comicità, per il modo in cui Alvarez fallisce il rigore del 2-2. In casa nerazzurra partirà l’ennesima rifondazione post-Mourinho, con Andrea Stramaccioni non si sa quanto saldo in sella. E gli allenatori infiammeranno questi giorni, da capire soprattutto quanto faranno Max Allegri e Walter Mazzarri. Le parole di ieri sembravano propendere per una continuazione con il Milan del primo e con un congedo da Napoli del secondo. Da domenica sera, probabilmente, ne sapremo di più.



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