Serie A/ La rivincita di Reja, i limiti di Mazzarri, i cento di Kakà

- Sandro Bocchio

SANDRO BOCCHIO fa il punto sulla diciottesima giornata di Serie A: non solo la prova di forza della Juventus, ci sono anche il ritorno alla vittoria del Milan e la caduta dell’Inter

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Foto Infophoto

Dato atto all’ampia fuga della Juventus in testa, l’interesse si sposta su altri fronti: imbarazzante ma doveroso dirlo a inizio gennaio, a meno di improbabili autolesionismi bianconeri. Assume quindi spessore la vittoria del Napoli, che infligge la prima sconfitta alla Sampdoria gestione Mihajlovic e si mette sulle tracce della Roma. Prova non brillante ma comunque di forza, in cui brilla la prestazione di Mertens, autore di una doppietta. Azzurri a meno due dal secondo posto dei giallorossi, per una dichiarazione di guerra che coinvolge anche il mercato visto che Napoli (Gonalons) e Roma (Nainggolan) stanno mettendo a segno due dei colpi più interessanti, chiaro segnale del desiderio di entrare in Champions League dalla porta principale. Un confronto che si può allargare alla Fiorentina, che dovrà comunque fare qualcosa in attacco visti i ritardi di Gomez e i nuovi guai al ginocchio di Rossi. Scivola più lontana invece l’Inter, premiata nel derby dopo una prova poco convincente e smascherata nel confronto contro la Lazio. Gara senza nerbo, cui Mazzarri ha provato a dare giustificazione prendendosela goffamente con l’arbitro per censurare i limiti, suoi e dei nerazzurri. Un campanello d’allarme di cui la nuova proprietà non potrà non tenere conto, nella già ricordata ottica mercato. La partita è stata anche la personale rivincita di Reja, pronto a rigettarsi nella mischia in un ambiente che mai lo ha amato fino in fondo e che è stato costretto a invocarlo come salvatore della patria dopo i pericolosi tentennamenti di Petkovic. La sconfitta dell’Inter permette il controsorpasso del sempre più convincente Verona: Toni mette a segno la terza doppietta di stagione (seconda consecutiva) e si candida a un posto per il Mondiale, in diretta concorrenza con un altro grande vecchio come Gilardino. E in tema anagrafico, il pomeriggio del Friuli ha non soltanto esaltato il centravanti gialloblù ma ha anche fissato l’amaro addio di Di Natale, con una significativa sottolineatura rivolta all’ambiente, mai troppo caloroso nei confronti suoi e di Guidolin, la coppia alla base delle recenti fortune dell’Udinese, andate ben oltre le qualità del gruppo. Allo stesso modo è da sottolineare la giornata di Kakà, anch’egli autore di una doppietta…

… buona per fargli superare quota 100 reti in maglia rossonera. Molti avevano storto il naso all’annuncio del suo ritorno al Milan, compreso chi scrive. Il brasiliano si sta invece confermando il vero leader cui guardare in questo momento di transizione, con una dedizione e una qualità che era impossibile pronosticare dopo gli anni bui di Madrid. La conferma che l’ambiente incide sempre sulle prove del singolo, come ha dimostrato Lodi tornando a Catania. Il centrocampista ha fornito l’assist e realizzato il rigore del 2-0 sul Bologna, che ha riaperto le speranza di salvezza e trasformato in applausi quei fischi che lo avevano accolto quando si era presentato al Massimino con la maglia del Genoa. Mancava soltanto il bue grasso da ammazzare per completare il quadro del figliol prodigo ritrovato…



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