TH PIZZO CALABRO/ Mare, sport ed escursioni in una Calabria tutta da scoprire

- Alberto Beggiolini

Il TH Pizzo Calabro Porto Ada sorge in un tratto di Calabria, per molti versi, soprattutto turistici, ancora tutto da scoprire e valorizzare

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La spiaggia del TH Pizzo Calabro

Tra Tropea e Lamezia Terme, immerso nella vegetazione mediterranea, sul tratto di litorale tirrenico chiamato “Costa degli Dei”, sorge il TH Pizzo Calabro Porto Ada, 138 camere tra corpo centrale e ville sparse tra una natura rigogliosa, separata dal mare dalla pineta, di proprietà del resort. Il villaggio è affidato alla guida del manager TH Resorts Graziano Casuscelli.

Già alle prese con il pienone, direttore?

Siamo “rinati” il 26 giugno, e contiamo di lavorare almeno fino al 18 settembre. I numeri sono buoni, e le prenotazioni continuano ad arrivare, anche quelle last minute. Qui ospitiamo anche parecchi stranieri: adesso costituiscono il 20% del totale, ma nelle stagioni pre-Covid arrivavano anche fino al 60-80%.

Evidentemente il TH Pizzo Calabro ha qualche arma segreta…

Anche logistica, considerando la vicinanza con l’aeroporto, ma anche i collegamenti ferroviari e autostradali. E non si possono dimenticare le bellezze naturali di questo tratto di Calabria, per molti versi, soprattutto turistici, un territorio ancora tutto da scoprire e valorizzare. Siamo in posizione ottimale per visitare bellezze incontaminate: tanto per fare un esempio, e non citare la stranota Tropea, basta una gita in barca a capo Vaticano per restare incantati. Escursioni a parte, il villaggio offre due campi da tennis, uno da calcetto, due piscine e un’altra riservata ai bambini. E una ristorazione attenta ai prodotti del territorio, per lasciare agli ospiti ricordi anche “gustativi”, che poi sono tra i più longevi.

LA LOCATION

Territorio & storia

Pizzo Calabro è un comune di circa 10 mila abitanti, in provincia di Vibo Valentia. L’aeroporto di Lamezia dista trenta chilometri. Il borgo è arroccato su un promontorio al centro del golfo di Sant’Eufemia. Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. Sulla costa nordest, dalla pineta Mediterranea fino alla rocca si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. Al termine della contrada Marinella si alza la montagna di Vibo. Più a sud, dove si innalza il masso tufaceo su cui nasce e si sviluppa Pizzo, la costa diventa rocciosa con numerose calette e zone ricche di scogli naturali, e grotte, fra cui la Grotta Azzurra, riaperta negli ultimi anni, dopo vari interventi per la protezione dal moto ondoso.

Nella zona centrale c’è la spiaggia della Seggiola, piccolo fiordo al centro del masso tufaceo su cui è arroccato l’abitato su cui domina il Castello Aragonese eretto nella seconda metà del XV secolo.

Pizzo è stata fondata da Nepeto ai tempi dell’antica Grecia. Ci sono notizie certe dell’esistenza di un forte e di un borgo solo a partire dal 1300. Il nome Pizzo (becco d’uccello, punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina, dove fu collocato nel XV secolo anche il piccolo forte Aragonese.

La posizione privilegiata e il castello favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività di pesca del tonno. Per secoli, i tonni dominarono i mari raggiungendo a migliaia le spiagge del golfo; qui sorsero i famosi tonnocastelli di Bivona e di Pizzo.

Nella zona Piedigrotta /Prangi sono quasi crollate le grotte del Bue (si pensa che ci fosse ancora in epoca ottocentesca la foca monaca, detta bue marino da cui il nome), e del Saraceno/Centofontane. La grotta del Saraceno, immensa, è oggi pericolante ed è oggetto di una tradizione secondo cui per anni fosse usata dai pirati saraceni e barbareschi come deposito delle prede e delle persone catturate nelle incursioni nei paesi dell’interno. Nel castello Aragonese fu tenuto prigioniero e condannato a morte Gioacchino Murat,re di Napoli e cognato di Napoleone. Venne fucilato il 13 ottobre 1815 e fu sepolto nella chiesa di San Giorgio. Oggi il castello aragonese di Pizzo viene denominato Castello Murat. All’interno del Castello c’è il museo provinciale murattiano.

Territorio da vedere

Come perdersi, a Pizzo Calabro, la ripida scalinata in centro diventata il “vicolo del bacio”? L’idea è nata dal fatto che proprio su questa scala Mimmo Pacifico, presidente di un’associazione culturale, ha dato il primo bacio alla moglie, nel 1968. Adesso la scalinata è adorna di foto e immagini dei baci più famosi del cinema, della letteratura e delle canzoni.

Da visitare tutto Pizzo e il suo centro storico caratterizzato da stradine strette e piazzette, con la chiesetta di Piedigrotta, scavata interamente nel tufo sul mare, e il castello Aragonese. Sosta obbligata per assaggiare il famoso Tartufo di Pizzo, inventato negli anni Cinquanta, gelato alla nocciola a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e l’esterno ricoperto di cacao amaro in polvere.

Ma oltre al bellissimo centro storico di Pizzo, è consigliata un’escursione a Tropea, Capo Vaticano e Pizzo: visita al centro storico di Tropea, alla cattedrale normanna e alla chiesa di Santa Maria dell’Isola. Dalla terrazza a picco sul mare si possono ammirare le Isole Eolie. Si può proseguire per Capo Vaticano, con il famoso Faro. Come dimenticare le Isole Eolie, per ammirare grotte, baie e scogli pittoreschi create dalla natura. Una minicrociera prevede Stromboli, uno dei vulcani più attivi, Lipari con le sue caratteristiche casette di architettura eoliana, e Lipari. Inoltre Vulcano, l’isola dello zolfo dalle rocce vulcaniche dove è possibile fare fanghi con forte potere curativo.

Territorio & esperienze TH

Reggio Calabria e Scilla: partenza per Scilla e visita all’incantevole borgo di pescatori Chianalea, il Castello di Ruffo e la chiesa di San Rocco. Si prosegue per Reggio Calabria, città elegante in stile liberty che conserva una ricca collezione di reperti della Magna Grecia come i Bronzi di Riace. Piacevole passeggiata al bellissimo lungomare, visita alle Terme Romane, le mura Greche e il Duomo. Zugri e degustazione prodotti tipici: alla conoscenza della campagna calabrese. Il suo centro storico rappresenta un modello sociale di vita contadina. Visita alle Grotte di Zungri e la Chiesa della Madonna della neve. Visita a una azienda agricola che produce cipolla, Nduja, vino, formaggi e ortaggi, con degustazione. Stromboli by night: da Tropea si raggiunge Stromboli e si vede la Sciara del Fuoco, lingua di terra dove scorre la lava. Passeggiata e visita alla chiesa di San Vincenzo Ferrari. Gerace e Locri: visita a Gerace la città delle cento chiese. Visita alla cattedrale normanna, la più grande di Calabria. Si prosegue per Locri dove a 3 km si trova l’antica città fondata dai Greci e che ancora oggi conserva importanti reperti archeologici e rovine di templi, muro di cinta e il teatro. Coast to coast: escursione dura 3 ore a bordo di una barca lungo la Costa degli Dei, da Tropea a Capo Vaticano, con sosta alle caratteristiche baie e opportunità di fare snorkeling. In barca sulla Costa degli Dei: dal porto di Vibo Marina alla ricerca dei delfini nel blu del Tirreno, fino alla Grotta del Voi. Dolcevita a Pizzo: accompagnati da una guida, alla scoperta della chiesetta di Piedigrotta, il belvedere di Pizzo, il castello Murat. Al termine, degustazione di prodotti tipici. In volo col parapendio: con un pilota esperto, per un’esperienza unica e panorami incredibili. Degustazioni con Ape Calessino: in calessino a Piedigrotta e il belvedere di Pizzo. In barca a Tropea: prima lo scoglio di Sant’Irene, poi verso Zambrone, e per finire un barbecue. Squillace e Soverato: visita al castello normanno con le leggende dei Templari e alla spiaggia di Soverato, bandiera blu.

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