TH ROMA CARPEGNA PALACE DOMUS MARIAE/ L’Urban Resort nel cuore della Capitale

- int. Nicola Dettorino

Sta per aprire il TH Roma Carpegna Palace Domus Mariae, una struttura molto adatta per il cosiddetto settore bleisure

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Il TH Roma Carpegna Palace Domus Mariae

Nelle città d’arte il turismo è in evidente ripresa, ma ancora molto lontano dai livelli del 2019: i tassi di occupazione delle camere sono praticamente dimezzati. Le cause sono tante, prima tra tutte l’assenza dei flussi turistici provenienti da America, Cina, Russia e Giappone, stoppati dalle limitazioni a voli e viaggi e spesso dal mancato riconoscimento da parte delle autorità sanitarie europee delle vaccinazioni eseguite in alcuni di quei Paesi. Eppure, la fiducia nel trend dei prossimi mesi si sta facendo strada. Lo testimonia bene il gruppo TH Resorts – uno dei principali players nazionali attivo nella gestione di 32 strutture alberghiere, partecipato al 46% da Cassa depositi e prestiti – che nei primi mesi 2021 ha deciso di prendere in gestione per i prossimi 15 anni il Domus Mariae, albergo storico della capitale (a due passi dal Vaticano, nel parco di villa Carpegna, sorto all’inizio degli anni Cinquanta). Adesso, dopo alcuni interventi di adeguamento, il TH Roma Carpegna Palace Domus Mariae sta per riaprire, affidato alla direzione di un manager TH, Nicola Dettorino.

A quando il restart, direttore?

Apriamo il 15 ottobre, anche se l’apertura ufficiale, con cerimonia, invitati e tutta la festa che questa nuova vita della struttura merita, avverrà un paio di settimane dopo. I lavori sono praticamente ultimati, anche se in un hotel come questo, che risale al ‘500, in realtà si tratta di un perenne work in progress, tra finiture, manutenzioni, particolari… L’albergo era chiuso da un paio d’anni, ed era evidentemente bisognoso di una generale messa a punto, sia all’interno che all’esterno.

Parla di esterno perché l’hotel ha a disposizione un vero parco, vero?

Sono circa dieci ettari di giardino mediterraneo, con alberi secolari, ma anche con un tappeto erboso che dopo così tanto tempo trascorso nell’incuria adesso è totalmente da rifare. È il parco di villa Carpegna, il casino acquistato nel 1684 dal cardinale Gaspare Carpegna, che ne affidò il restauro a Giovanni De Rossi. La villa fu poi acquistata dal Comune di Roma nel 1978, e oggi ospita la Quadriennale.

Per TH il Carpegna Palace è una new entry che si discosta nettamente dalla villaggistica abituale.

È vero: con questa gestione siamo nel segmento urban resort, comunque già contemplato nelle azioni guida previste dal piano industriale. L’hotel a 4stelle superior ha 203 camere, una sala convegni da 500 persone, una grande palestra attrezzata con macchine di ultima generazione, un grande parcheggio, come dicevo il parco, e perfino una chiesetta privata a tre navate, dove già adesso ogni domenica si celebra la messa.

Sembra la location ideale per congressi ed eventi

Certo. Credo non siano molti – per non dire nessuno – gli hotel in centro a Roma dove si può arrivare, parcheggiare comodamente, partecipare al meeting, oppure celebrare il matrimonio, la cresima o altro, quindi organizzare il rinfresco, tutto in un’unica location, a pochi metri dalla fermata della metro che in pochissime fermate porta in piazza di Spagna.

Con urban resort, comunque, intende qualcosa di diverso dalla tradizionale hotellerie TH?

Direi di sì. Anche per questa tipologia, comunque, vogliamo proporre in una grande città d’arte gli stessi principi dei nostri villaggi: grandi spazi a disposizione, possibilità di attività a carattere resortistico e sportivo, mantenere gli stessi valori alla base delle nostre attività. Ad esempio, nella lobby abbiamo previsto, oltre al consueto desk ricevimento, anche il corner per il concierge, che possa aiutare gli ospiti nell’organizzazione di tour e esperienze. Di fatto, è la sfida di portare la resortistica nella capitale, che punta sul settore leisure ma anche su quello business, e possibilmente anche il prolungamento delle permanenze per affari (con soggiorni medi di 2,7 giorni) con giorni in più dedicati alla vacanza, il cosiddetto bleisure.

Facile da dire, probabilmente assai complicato nell’attuazione.

Certo, però confido in una squadra valida, composta da molte figure professionali derivate dalle precedenti gestioni dell’albergo, a partire dall’ex direttore, oggi mio insostituibile vice, Daniele Santaniello, o anche da nuovi ingressi, come lo chef executive Antonio Falco, ex Grand Hotel de la Minerva, un 5stelle lusso, al quale è affidata una ristorazione di livello, aperta anche alla clientela esterna alla struttura. Credo che la squadra sia fondamentale per il buon funzionamento di un albergo: poter contare sulla fiducia nelle persone che lavorano insieme è il primo passo per ottenere buoni risultati.

Risultati che già ci sono?

Beh, dobbiamo ancora aprire ma abbiamo già un calendario che si sta riempiendo, soprattutto per convegni e meeting. Oggi per un albergo di queste dimensioni la flessibilità è importante, sia nelle date che nelle tariffe. Sulle politiche dei prezzi ci stiamo appoggiando al revenue management di Elastic Hotel, giovane società specializzata che aiuta a tarare e ottimizzare le tariffe rispetto alle richieste. Rispetto al tradizionale villaggio TH, qui è tutto diverso, e ogni aspetto va aggiustato secondo le tipologie degli ospiti, e noi vogliamo essere un riferimento per tutti, viaggiatori d’affari o per turismo che siano. Nei progetti già pronti abbiamo anche quello di una grande piscina, che potrà essere la pennellata finale per promuovere il Domus Mariae quale vero, confortevole, comodissimo salotto nel centro di Roma.

(Alberto Beggiolini)

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