THE KING/ Uno sguardo moderno sul potere nel film Netflix con Chalamet e Pattinson

- Carmine Massimo Balsamo

The King, la recensione del film Netflix di David Michod fuori concorso a Venezia 76: un ottimo Chalamet veste i panni di Enrico V

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The King, una scena del film

Tra i titoli di punta fuori concorso al Festival di Venezia 2019, The King di David Michod non ha deluso le aspettative. Tra i tre film targati Netflix presenti al Lido per la 76° edizione della Mostra del Cinema, la pellicola – ispirata all’Enrico V di William Shakespeare – racconta le gesta e la vita del giovane e ribelle principe Enrico V d’Inghilterra. Hal (Timothée Chalamet) è un principe ribelle e riluttante erede al trono, vive tra il popolo e non è per nulla portato per la vita di corte. A cambiare il suo destino è la morte del padre Enrico IV (Ben Mendelsohn): il giovane viene incoronato re con il nome di Enrico V e deve fare i conti con la vita alla quale aveva cercato di sfuggire fino ad allora. Giochi di palazzo, caos e guerre procrastinate dal padre: Hal dovrà fare i conti con la vita passata e con il presente dell’Inghilterra, senza dimenticare il grande legame di amicizia con il cavaliere alcolista John Falstaff (Joel Edgerton)…

Uno sguardo moderno sul potere: questo sembra l’obiettivo primario del regista David Michod, che ha scritto la sceneggiatura insieme all’attore Joel Edgerton. Hal è un principe sui generis: è legato ai poveri, non sopporta i ricchi padroni con i quali è cresciuto e, dopo sanguinose guerre, vuole riportare la pace. Enrico V non vuole ripetere gli errori fatte dal padre, tutti vogliono fare meglio della generazione precedente, ma la storia è ciclica e gli errori del passato si riverberano sul presente e sul futuro. I buoni propositi di Hal si scontrano con la fossa di serpenti presente nel suo palazzo, tanto da non sapere di chi possa fidarsi e da essere costretto a iniziare un nuovo capitolo della sua vita. E parliamo di un mondo in cui i giovani devono crescere molto rapidamente e devono assumere già nell’adolescenza le responsabilità degli adulti, l’epoca della brutalità e dell’effimera rilevanza della vita. La guerra e la morte al centro di tutto e di tutti, anche per quanto riguarda i sovrani.

La prima parte di The King presenta quasi didascalicamente i personaggi coinvolti nel racconto, nella seconda parte esplodono violenza, brutalità e sangue. La scena più accattivante è sicuramente quella della battaglia di Azincourt, che vide scontrarsi le forze del Regno di Francia di Carlo VI contro quelle del Regno d’Inghilterra di Enrico V: un trionfo inglese grazie alle sagaci tattiche del giovane re inglese, tali da superare le difficoltà presentate dal terreno fangoso, fatale ai soldati del Delfino di Francia (Robert Pattinson). Una scena molto ambiziosa, girata in quasi tre settimane e interamente in piano-sequenza: un unicum. Uno sforzo importante, con tantissime comparse e cavalli, ma il risultato ha dato ragione a Michod: mai visto niente di simile. Un giudizio positivo dovuto anche all’ottimo cast, senza dimenticare Lily-Rose Depp che veste i panni di Caterina di Valois: un’interpretazione breve – circa 10′ – ma importante per decifrare le modifiche apportate in sede di sceneggiatura dal team creativo. Altra mossa azzeccata.

Il film sbarcherà su Netflix il prossimo 1 novembre 2019, ma nelle settimane precedenti passerà dalla sala: l’ennesimo salto di qualità per la piattaforma streaming, che punta sempre più in alto. Sì, fino agli Oscar…



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