Tifosi colombiani bloccati in Argentina per Coronavirus/ “Fateci tornare a casa”

- Mauro Mantegazza

Tifosi colombiani bloccati in Argentina per Coronavirus: “Fateci tornare a casa” è l’appello dei sostenitori dell’Independiente Medellin, fuori casa da oltre un mese.

tifosi Boca River
(Foto LaPresse)

Tifosi colombiani bloccati in Argentina da oltre un mese causa Coronavirus: succede anche questo in tempi di frontiere chiuse causa pandemia e la vicenda dei tifosi dell’Independiente Medellin ha davvero dell’incredibile. Questo gruppetto di 15 sostenitori aveva voluto seguire l’Independiente nella trasferta di Coppa Libertadores a Buenos Aires per affrontare il Boca Juniors: una sfida di grande prestigio, che vale bene il non corto viaggio dalla Colombia all’Argentina, peccato però che sia andato tutto storto, a cominciare dal risultato della partita, che vide il successo per 3-0 dei padroni di casa del Boca Juniors, firmato da una doppietta di Eduardo Salvio e dal gol di Emanuel Reynoso. Era il 10 marzo scorso, ormai cinque settimane fa: il risultato sul campo è dunque ormai il minore dei problemi, se si pensa che questi tifosi non sono ancora riusciti a tornare a casa loro in Colombia.

TIFOSI COLOMBIANI BLOCCATI IN ARGENTINA PER CORONAVIRUS: RITORNO A CASA IMPOSSIBILE

Il vero incubo per i tifosi dell’Independiente Medellin infatti doveva ancora cominciare: nel viaggio di ritorno verso casa hanno trovato chiuso il confine tra l’Argentina e la Bolivia, per decreto del presidente argentino Alberto Fernandez dovuto al contenimento del Coronavirus, che attorno alla metà di marzo cominciava a preoccupare anche in Sudamerica, dove inizialmente si era continuato a giocare regolarmente pur se con alcune proteste. Dopo 15 giorni a La Quiaca (località argentina al confine appunto con la Bolivia), dove sono stati anche picchiati e derubati, i tifosi colombiani sono stati messi su un autobus e rimandati a Buenos Aires. Ora vivono in un modesto hotel nella capitale senza ancora alcuna prospettiva per il rientro in Colombia, anche se sono risultati negativi al tampone del Coronavirus. A questo punto invocano l’apporto del proprio governo per riuscire a tornare a casa: “Le autorità colombiane devono aiutarci a tornare” dice il loro portavoce, Angelo Taborda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA