Tiziana Cantone, video ricompare sul web/ A 6 anni dalla morte: “Divertiti a vederlo”

- Chiara Ferrara

Tiziana Cantone, il video intimo che l’ha portata alla morte ricompare sul web a 6 danni dalla morte: un messaggio vergognoso a corredo

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Tiziana Cantone, Chi l'ha visto

Il video intimo su Tiziana Cantone, a distanza di sei anni dalla sua morte, è ricomparso sul web su un noto sito pornografico statunitense. A corredo, come riportato dal Corriere della Sera, un messaggio increscioso: “Il video della defunta Tiziana, che si è suicidata dopo che il suo video è stato diffuso su Internet. Sono stati rimossi. Fino ad ora! Divertiti!”. Un atto terribile nei confronti della trentatreenne della provincia di Napoli, che si è suicidata nel 2016 proprio dopo la diffusione di quelle immagini ad opera dell’uomo che frequentava in quel periodo.

Il filmato, ritrovato sul deep web e rimontato, in base alle prime indiscrezioni emerse sarebbe stato caricato da una società tedesca intestata ad una donna. I consulenti della famiglia della vittima hanno immediatamente chiesto la rimozione del contenuto, ricevendo riscontro via mail alla domanda. In poco tempo, dunque, il video intimo che ha provocato la morte della ragazza partenopea dovrebbe dunque nuovamente sparire nel nulla. Si spera, questa volta, per sempre.

Tiziana Cantone, il video intimo ricompare sul web: la lotta contro il revenge porn

Tiziana Cantone, il cui video intimo che nel 2016 l’ha portata alla morte è ricomparso nelle scorse ore sul web, è divenuta un vero e proprio simbolo della lotta al revenge porn in Italia. La trentatreenne della provincia di Napoli, subito dopo la prima diffusione del filmato, ha denunciato e ha chiesto che scomparisse, ma fu una battaglia persa. Le sue immagini private erano infatti ormai alla portata di tutti. È per questo motivo che a distanza di meno di un anno dalla divulgazione si tolse la vita, impiccandosi con una sciarpa (anche se la madre si è a lungo battuta per dimostrare che si è trattato di un omicidio).

Grazie alla risonanza mediatica avuta dal caso, comunque, alcuni risultati sono stati ottenuti: si è infatti accelerato l’iter della legge 69/2019, la cosiddetta legge «Codice rosso». Essa ha finalmente introdotto nel codice penale il reato di revenge porn, che condanna la condivisione pubblica di immagini a contenuto sessuale senza autorizzazione da parte di coloro che ne sono protagonisti.





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