TORINO, BUSTA CON PROIETTILI A GIUDICE ELENA BONU/ Ha condannato portavoce No Tav

- Dario D'Angelo

Torino, busta con proiettili a giudice Elena Bonu: ha condannato la portavoce del movimento No Tav Dana Lauriola. Il collettivo prende le distanze.

No Tav in Val di Susa
No Tav in Val di Susa (LaPresse, 2019)

Atto intimidatorio a Torino nei confronti di un giudice che di recente si è espresso con una sentenza che ha mandato in carcere una esponente di spicco del movimento No Tav. Una busta con due proiettili calibro 9 x 21 è stata infatti intercettata oggi, martedì 29 settembre, al tribunale di sorveglianza di Torino. Il plico, da quel che si apprende, era indirizzato ad Elena Bonu, il giudice che ha firmato l’ordinanza che ha negato le misure alternative alla detenzione per la portavoce del movimento No Tav, Dana Lauriola. La busta non ha mittente né un messaggio di rivendicazione, ma appare evidente il legame con la lotta contro l’alta velocità che ha contraddistinto la militanza della Lauriola, condannata a due anni di carcere per aver preso parte ad una manifestazione nella quale al grido di “Paga Monti” erano state sollevate le sbarre al casello dell’autostrada Torino-Bardonecchia e fatte passare le macchine senza pagare il pedaggio.

BUSTA CON PROIETTILI A GIUDICE CHE HA CONDANNATO NO TAV

Alla notizia della busta con proiettili indirizzata al giudice Bonu sono seguiti anche i primi commenti di stampo politico. Tra i primi ad intervenire sulla vicenda Matteo Salvini, il leader della Lega che risulta essere uno dei principali oppositori del movimento No Tav: “La mia solidarietà e vicinanza al giudice Elena Bonu: ogni atto di intimidazione, minaccia e violenza va sempre condannato“, ha commentato l’ex ministro dell’Interno. Dal canto suo il movimento No Tav ha preso le distanze dall’accaduto con un post sui propri canali social: “Che noia. Puntuale come una cambiale arriva la busta con il proiettile, un rituale inutile e prevedibile che ci annoia a livelli incredibili“. Nel testo si legge: “Ci annoiano i fantomatici postini al pari dei giornalisti che dopo tutto questo tempo fanno ancora articoli sulla busta e sul calibro. Ci sarebbe da ridere se non fosse la noia a prevalere in queste situazioni“.

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