Torino, vietato al cane funerale del padrone/ Rabbia degli amici “Piangeva e ululava”

Vietato al cane funerale del padrone, il labrador Pavel non ha potuto dare l’ultimo saluto all’amico Giorgio: la vicenda di Torino.

vietato al cane funerale del padrone
Torino, la rabbia degli amici di Giorgio

Vietato al cane funerale del padrone: rabbia e sconcerto per quanto accaduto nella parrocchia Pier Giorgio Frassati a Torino, con il labrador Pavel che non ha potuto dare l’ultimo saluto all’amico Giorgio Aurnia, ex maresciallo morto a 84 anni. Il cane è rimasto fuori dalla chiesa piangendo e ululando: non poteva entrare secondo don Danilo Palumbo. Uno degli amici della famiglia ha commentato sui social network l’episodio ed è scattata la polemica: tante persone sono uscite fuori dalla chiesa per fargli compagnia e consolarlo. Intervenuto a La vita in diretta, Piero ha spiegato: «Il loro era un legame unico, bisognava vedere e conoscere questa persone ed il cane dolce. E’ stato straziante sentirlo piangere quando dentro c’era il suo padrone. Voleva dargli un ultimo saluto, non dava fastidio e non abbaiava. Noi eravamo fuori vicino al feretro, c‘erano delle persone che chiedeva giustificazioni al parroco».

TORINO, VIETATO AL CANE FUNERALE DEL PADRE: IRA SUL WEB

Pavel ha seguito il feretro di Giorgio fino al cimitero e ora, spiega il signor Giorgio, si prenderanno cura di lui le figlie dell’ex maresciallo: «Le due figlie e le due nipoti, che hanno già quattro cani: è una famiglia che ama i cani». E sono diverse le reazioni raccolte da La vita in diretta: «L’avrei fatto entrare. Il cane piangeva, ci siamo rimasti male: purtroppo loro dicono che hanno un regolamento», «Il cane fa parte della famiglia, per me è come un figlio. Sono rimasto sconcertato e arrabbiato», «Si tratta di questioni di buon senso, se il cane dà fastidio privilegio le persone, altrimenti i cani hanno il diritto di stare vicino ai suoi padroni», «Sono esseri viventi che hanno coscienza dell’affetto verso le persone».



© RIPRODUZIONE RISERVATA