TURISMO/ Il rilancio per TH Resorts passa dal TO e da gestioni nel mondo

- int. Alessandro Gandola

TH Resorts, sotto la guida di Giuliano Gaiba, ha deciso di puntare anche sul Tour Operating chiamando Alessandro Gandola

Gandola Alessandro CS1280 640x300 Alessandro Gandola, Direttore di Baobab

Sfruttare i momenti difficili per rilanciare e riprogettare il futuro della ripresa. Il gruppo TH Resorts aveva già abituato a questa filosofia, che più di resilienza parla di coraggio e strategia. Lo aveva dimostrato nelle prime settimane di questo 2021, quando ancora il mondo era di fatto chiuso per contagi e tutti si acquartieravano nei loro perimetri, concentrati solo a difendere il fortino, per quanto possibile. TH al contrario stava già guardando avanti, e concludeva l’acquisizione della gestione di tre nuovi resorts, che hanno portato il bouquet di casa a 32 strutture, sparpagliate nelle location più belle e interessanti del Paese. E subito aggiustava il proprio asset societario con l’arrivo di due nuovi soci e un nuovo amministratore delegato, quel Giuliano Gaiba che in Alpitour ha dimostrato tutta la valenza del sapere fare squadra e di spostare sempre in avanti il proprio orizzonte.

Oggi, con all’attivo il rimbalzo evidente dei mesi estivi, mentre tutti si adagiano nel congratularsi per i conti di cassa, TH rilancia ancora, aggredendo per di più il settore che nella crisi pandemica ha subìto, sta subendo, le peggiori conseguenze: il tour operating. E lo fa portando in squadra un altro ex di Alpitour, quell’Alessandro Gandola (già “allievo” di Franco Rosso) che seppe creare Margò in Eden Viaggi e Karambola, entrambi nell’area Alpitour, portandoli in breve a superare entrambi i cento milioni di fatturato. A lui l’ad Giuliano Gaiba e il presidente TH Graziano Debellini hanno affidato la direzione della BU TO generalista.

Vale la pena chiarire questi acronimi, vero Gandola?

Beh, per BU s’intende semplicemente una business unit, una divisione aziendale, insomma, e per TO si indica appunto il tour operating. Quasi sempre, nelle imprese come TH si distinguono tre modelli: il “villaggismo” (il core business in TH), il “taylor made”, cioè i viaggi su misura (che TH sviluppa con il marchio Markando), e il TO generalista, chiamato così per distinguerlo dagli altri, il tour operator classico. Sono tre lavori diversi, con competenze altrettanto diverse.

Il TO generalista è considerato oggi il settore più difficile, minacciato se non di fatto fortemente ridimensionato dall’esplosione delle OTA, le online travel agency, alle quali il turista fa ricorso “saltando” qualsiasi altro passaggio.

Da anni, è vero, si dice che il TO generalista è in fase calante. Ma in realtà non è affatto così. Vero è, invece, che il modello deve competere evolvendosi. Verso la fine del 2018, come brand director di Margò, avevo predetto un fatturato al rialzo, dai 94 milioni di quell’anno, ai 120 di target per l’anno successivo, in una chiara sfida alle OTA. I risultati, poi, hanno premiato noi e la nostra formula di viaggi confezionati a 360 gradi, voli, hotel, esperienze e via dicendo. In realtà sono proprio i TO ad aver cambiato il mercato dei viaggi. Chi si basa solo sui siti web o è un professionista della rete, in grado di investire nelle ricerche tutto il tempo necessario per scoprire, paragonare, decidere con cognizione di causa, o rischia fortemente di andare incontro a sorprese quasi sempre spiacevoli. Affidarsi a un’agenzia, che si rivale direttamente sui TO, non fa perdere tempo, assicura un servizio consapevole e mette al riparo dai rischi.

In questi momenti, comunque, quella che lancia è ancora di più una bella sfida…

Ma calcolata. TH vuole implementare tutte le tre direzioni che ho ricordato, il villaggismo con il modello italiano di ospitalità, i viaggi confezionati su misura e il TO. Vero, è una sfida, che affronterò contando anche sul coraggio di Gaiba, grande motivatore ed esperto assoluto di questo settore, e sul team che sto formando, in primis con Silvana Zanin, ex manager in Karambola e Volando, che già fu con me nella creazione di Margò. Ma voglio ringraziare tutta la famiglia TH per avere individuato in me la guida giusta per affrontare il nuovo impegno: qui ho trovato davvero lo spirito di squadra che altrove è andato perduto, ma ho toccato con mano anche la volontà di progettare un futuro che altri stanno ignorando per arroccarsi nelle rendite di posizione.

Lei ancora una volta lavorerà insomma sull’outgoing, oggi più liberato dalle passate restrizioni ai viaggi. Come pensa si risolverà definitivamente la situazione?

Penso che a breve anche gli ultimi divieti si trasformeranno in “sconsigli” da parte dei ministeri competenti, disposizioni che possono impattare forse a livello psicologico, ma certamente senza implicazioni né legali, né assicurative. E con le riaperture, i TO e le agenzie torneranno presto al loro appeal fatto sostanzialmente di quattro punti cardinali: assistenza, tutela, servizi e convenienza.

Può spiegare con qualche esempio?

L’esempio migliore è dato dai voli. Ha presente quei flight “fittizi” proposti da compagnie low cost che poi non partono perché i biglietti venduti sono stati inferiori al previsto? O quegli altri voli che vengono inspiegabilmente spostati di orario, anche di molte ore, o addirittura cancellati senza motivi apparenti? Ecco, chi ha scelto il fai-da-te sul web è succube delle scelte delle compagnie, chi s’è affidato a un’agenzia e a un TO è protetto e può rivalersi direttamente su questi suoi intermediari, che poi dovranno vedersela con le compagnie. Lo stesso meccanismo è estendibile su tutti gli aspetti di una vacanza: i vantaggi sono evidenti. Ma deve essere anche salvaguardato l’ultimo cardine che ricordavo prima: la convenienza. In Margò avevamo il claim “conveniente più del web”, è così dev’essere sempre di più, anche per riuscire a sconfiggere il pregiudizio del “fai da te conviene”.

In TH su cosa ha iniziato a lavorare?

Soprattutto su due tracce, condivise con Gaiba: la sicurezza e la programmazione. Su questa strada, stiamo puntando su aree chiave per il mercato italiano, come Grecia e Spagna sul corto raggio, Egitto ed Emirati nel medio e Caraibi, Africa ed Oceano Indiano, con le Maldive in testa, nel lungo raggio. Spero di poter essere già operativi sulle Canarie nel prossimo inverno, le mète più lontane, come i Caraibi, dovranno aspettare il 2023. Ma siamo convinti che le riaperture dei viaggi, i voli Covid free, i Green pass, l’estensione massiccia delle vaccinazioni siano tutti insieme ottimi presupposti per un ritorno alla grande passione di tutti: viaggiare.

(Alberto Beggiolini)

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