TURISMO/ La via per valorizzare (e tutelare) i territori di montagna

- Alberto Beggiolini

A Trento si è da poco conclusa la 23esima edizione della BITM, la borsa del turismo montano, che ha affrontato un interessante tema

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Piccoli territori, grandi eccellenze: è il claim della 23esima edizione della BITM, la borsa del turismo montano (promossa da Confesercenti del Trentino e dalla Provincia autonoma di Trento), che si è appena conclusa a Trento, con una tavola rotonda su “Le sfide dei territori di montagna: dalla globalizzazione alla specializzazione”.

La tre giorni della borsa è arrivata puntuale alla vigilia della nuova stagione invernale, ma anche in concomitanza con il report su quella estiva appena archiviata, una stagione record, con numeri superiori a quelli pre-pandemia: davvero una bella estate per il Trentino, particolarmente allungata grazie alle condizioni meteo (da maggio ad ottobre), con tre milioni di arrivi (+6% sul 2019) e 11,5 milioni di presenze (+5%), secondo i dati elaborati da Trentino Marketing e forniti dall’Ispat, Istituto di statistica della Provincia autonoma di Trento.

Al centro dei lavori della BITM è stata l’ecologia, la svolta green, proprio nell’anno dedicato dall’Onu allo sviluppo sostenibile della montagna. Si è discusso di come aumentare la consapevolezza dell’importanza di uno sviluppo sostenibile, del rapporto tra territorio e grandi eventi, con un occhio puntato alle Olimpiadi invernali del 2026, della crisi energetica in relazione al paesaggio e al turismo. E delle malghe d’alta quota, importanti patrimoni di lasciti materiali e culturali, costituiti da architetture, paesaggi, prodotti, pratiche, che possono essere opportunamente proposte anche sul mercato turistico. E, non da ultimo, del nodo dell’accessibilità alle località turistiche, che deve imporre una nuova mobilità alpina.

“I territori di montagna – ha detto Alessandro Franceschini, direttore scientifico della BITM – possono giocare un ruolo importante. La montagna, proprio per le sue caratteristiche precipue, ha da sempre ospitato comunità che hanno inventato modi originali di sopravvivenza, dando luogo a un patrimonio di usi e di tradizioni che rappresentano oggi vere e proprie nicchie di eccellenza: dall’ambiente alle culture; dall’architettura al paesaggio; dalla enogastronomia alle tradizioni. Agli operatori turistici spetta raccogliere la sfida e costruire nuovi progetti capaci di sostenere un turismo più rispettoso e consapevole”.

Sullo sfondo dei dibattiti e degli interventi, resta comunque una realtà a più dimensioni: i territori montani, che diventano cartoline e campi di gioco per i turisti, sono anche i luoghi di lavoro per i residenti. Le destinazioni, insomma, sono anche domicili, e l’ònere di preservarne i paesaggi e i tessuti propri ricade su tutti. “Viviamo in un territorio la cui caratteristica principale è la bellezza – ha detto Roberto Busato, direttore di Confindustria Trento -. Ma dobbiamo fare in modo di valorizzare tutti insieme questa bellezza”. E valorizzare non significa la metropoli che risale la montagna: la montagna deve continuare a essere il “respiro della metropoli” (come sostiene il ricercatore Maurizio De Matteis), l’una è necessaria all’altra: la metropoli è il posto in cui la montagna trova alimento a livello organizzativo, tecnologico, commerciale. “Il concetto di identità del territorio – ha precisato Sara Boscolo, ricercatrice di Eurach Research Bolzano – è fondamentale perché consente di creare coesione e dare un’identità forte con il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse, sia della popolazione, sia delle diverse categorie, per un’identità in cui tutte le categorie si riconoscono. Per favorire processi di co-creazione per lo sviluppo di progetti”.

Ovviamente, è questa la sfida, quella declamata fin dal titolo della BITM: il passaggio dalla globalizzazione alla specializzazione dei territori in quota. A Trento è emerso che la pandemia ha accentuato un trend (i dati estivi lo hanno ampiamente dimostrato) che si era diffuso negli ultimi anni, quello del turismo slow. “Si è determinata una nuova consapevolezza del viaggiare responsabile che richiede operatori turistici in grado di raccogliere la sfida di costruire progetti di viaggio volti alla riscoperta delle bellezze dei territori di prossimità e capaci di sostenere la crescita della domanda dei viaggiatori di un turismo più rispettoso e consapevole”. Allora, le tendenze sono chiare, la disponibilità etica e consapevole di turisti e viaggiatori anche. Adesso la palla passa a chi dovrà fornire risposte adeguate, meno inerzie di posizione, e molta qualità in più.

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