Uccide centinaia di animali con mais al veleno/ 80enne nei guai “Stanco delle nutrie”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nei guai un anziano agricoltore 80enne, che ha fatto una strage di animali dopo aver sparso sul terreno del mais avvelenato

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La proposta di un sindaco: "Mangiamo le nutrie"

Finisce nei guai un anziano 80enne, che ha sparso del mais avvelenato per uccidere le nutrie, ma che così facendo ha compiuto una strage di animali. L’uomo, residente nella provincia di Mantova, ha versato dell’insetticida su circa due ettari di terreno agricolo nella zona di Gazzo Veronese, uccidendo centinaia di animali. Fermato successivamente dalle forze dell’ordine, l’anziano si è giustificato dicendo di essere “stanco delle nutrie che infestavano i campi“.

Fra le carcasse individuate, nutrie, lepri, volpi, fagiani, aironi, anatre e pesci, e l’infestazione è avvenuta in una zona non distante dalla Palude del Busatello, Zona di Protezione Speciale e Sic (Sito d’Importanza Comunitaria), frequentata da animali selvatici che probabilmente si sono fatti attrarre dal mais, purtroppo avvelenato. Ma il peggio non è ancora passato in quanto, come precisato dalla Provincia di Verona, si teme che il veleno possa entrare nelle catena alimentare dei predatori, fra cui i rapaci.

UCCIDE CENTINAIA DI ANIMALI CON MAIS AVVELENATO: LA DENUNCIA DELL’OPIA

Anna Maggio, comandante della polizia provinciale, ha dichiarato “Ho coinvolto anche il servizio veterinario dell’Ulss 9 Scaligera per valutare se sia necessario adottare ulteriori provvedimenti per la tutela della salute anche delle persone. Dobbiamo ripulire il più possibile i terreni – ha aggiunto – perché purtroppo un atto del genere può avere conseguenze che si protraggono per giorni o settimane”. Furia dell’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, che attraverso una nota ha fatto sapere di aver dato mandato ai suoi legali di sporgere denuncia nei confronti dell’80enne per i reati di avvelenamento, disastro ambientale e per uccisione di animali: “Auspichiamo che il procedimento – fa sapere il presidente dell’Oipa Massimo Comparotto – sia veloce e la pena esemplare, affinché tali azioni non si ripetano mai più. Quel che è accaduto è gravissimo e questa tragedia che ha compito la fauna selvatica merita la giusta pena, sia dal punto di vista penale che civile. Le nostre guardie zoofile sono sul posto e stiamo aspettando i dati del disastro. Siamo in presenza di un danno ambientale e di una strage della fauna che ci lascia attoniti”.

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