Ue: “tassa patrimoniale per transizione ecologica e sociale”/ Nuovo allarme in Europa dopo “pressing” del Pd

- Niccolò Magnani

La proposta Ue sulla tassa patrimoniale europea per finanziare la transizione ecologica e sociale: in cosa consiste, al via la raccolta di firme. Nuovo allarme dopo il "pressing" di Schlein

Patrimoniale Ue "Tax the rich": la nuova patrimoniale Ue

SCATTA LA RACCOLTA FIRME PER LA PROPOSTA EUROPEA SULLA NUOVA PATRIMONIALE

Non è neanche passata una settimana dal “blitz” della sinistra Ue sventato in Parlamento Ue sul progetto di una nuova tassa patrimoniale europea che sempre da Bruxelles viene confermato il progetto di legge già emerso lo scorso luglio: “Taxing great wealth to finance the environmental and social transition” il chilometrico titolo inglese “maschera” un po’ il tema che però risulta chiaro ai più attenti, si tratta di una patrimoniale per poter favorire la transizione ecologica e sociale.

La notizia è il via libera alla raccolta firme, annunciata dalla Commissione Europea e riportata in Italia dal Dipartimento per le Politiche Europee:Tassare i grandi patrimoni per finanziare la transizione ecologica e sociale”, questa l’iniziativa registrata lo scorso 11 luglio dalla Commissione Von der Leyen all’interno del macro pacchetto Green Del Ue che non poche polemiche ha acceso in questi anni anche all’interno della stessa maggioranza composita europea. Gli organizzatori dell’iniziativa di fatto chiedono alla Commissione di istituire un’imposta europea sui grandi patrimoni – una patrimoniale, per l’appunto – come contributo per recuperare risorse atte alla «transizione ambientale, sociale e di cooperazione allo sviluppo tramite cofinanziamento con gli Stati membri». I proventi, scrive la proposta di legge, sarebbero destinati alla lotta contro i cambiamenti climatici e contro le (non ben precisate) “disuguaglianze”. Gli organizzatori ora hanno un anno di tempo per poter raccogliere almeno un milione di firme a sostegno in almeno 7 Stati membri: a quel punto la Commissione dovrà stabilire se dare o meno seguito alle richieste dell’Iniziativa motivando la decisione assunta. La proposta nasce all’interno di “Iniziativa dei Cittadini Europei”, prevista dal Trattato di Lisbona.

DOPO LE “EURO-RICHIESTE” DELLA SINISTRA ECCO IL NUOVO PIANO DI PATRIMONIALE

Un nuovo allarme patrimoniale arriva dunque dall’Europa, dopo che già con il Green Deal i vari provvedimenti su casa, auto e caldaie rischiano di portare non meno problematiche alla popolazione europea di quanto possa rappresentare un impianto di tasse per alcune categorie di cittadini. Va almeno registrato come la proposta della sinistra estrema “Tassa sui ricchi” sia stata sventata dal Centrodestra europeo e da parte dei Socialdemocratici appena una settimana fa.

L’emendamento presentato dall’eurogruppo The Left è stato infatti votato non in maniera dalla sinistra europea, non del tutto convinti infatti su avviare una patrimoniale europea da 200 miliardi: il Pd di Elly Schlein si è “spaccato” sulla votazione con parte della componente dem che ha imbracciato la battaglia pro-patrimoniale e l’ala invece più riformista-liberale che si è opposta all’ennesima richiesta di imposta sui grandi patrimoni. Eppure appena pochi mesi fa, nel maggio 2023, la segretaria Pd aveva lanciato la proposta di una nuova patrimoniale collegandosi al Festival dell’Economia di Trento: «Serve una progressività complessiva, come un sistema ad aliquota continua. Bisogna riuscire a ridurre la tassazione sull’impresa e sul lavoro. Mentre la riduciamo dobbiamo pensare a perché la tassazione sulle rendite fiscali e immobiliari è così bassa, rispetto a quella sul lavoro e sull’impresa», proposta poi ribadita anche nel presentare il Pacchetto Fisco del Pd a luglio. Il pressing della sinistra Ue prosegue e con la “motivazione” della transizione ecologica ecco che nei prossimi mesi si potrebbe arrivare ad una nuova votazione in Parlamento, con però l’incognita delle Elezioni Europee 2024 che potrebbe ribaltare i rapporti di forza all’interno dell’Eurocamera.







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