CESENA-MILAN/ Una vittoria che non nasconde il punto debole di questo Milan

- Filippo Costa

Il Milan conquista tre punti a Cesena che gli permettono di tornare provvisoriamente in vetta alla classifica, nell’attesa dello scontro diretto con la Juventus. Il commento di FILIPPO COSTA

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Emanuelson (Foto: Infophoto)

Dopo il poker contro l’Arsenal, con tre gol il Milan conquista tre punti sul campo del Cesena e si riporta provvisoriamente in testa alla classifica della serie A. Godibile e persino piacevole da guardare la squadra di Massimiliano Allegri nel primo tempo. Dopo le preoccupazioni per il nuovo infortunio di Kevin Prince Boateng e l’ingresso in infermeria di Clarence Seedorf, che riportavano così lo spettro della “decimazione” a centrocampo, in pochi tifosi (compreso il sottoscritto) si erano ricordati che nel mercato invernale era arrivato dai cugini nerazzurri il “pacco” Sulley Muntari. E il ghanese trova il tap-in vincente (con la collaborazione dell’ex Francesco Antonioli, che non trattiene la punizione di Thiago Silva) che sblocca la partita. E dire che fino a quel momento si era fatto notare con il suo classico cavallo di battaglia: finire sul taccuino dell’arbitro per un cartellino giallo. E le sorprese non finiscono qui, perché dopo due minuti ad andare in rete è Urby Emanuelson: primo gol in campionato per l’olandese dopo oltre un anno dal suo arrivo in maglia rossonera. Sembra quindi la giornata della riscossa dei “bidoni”. Tanto più che, dopo la doppietta di Champions League, Robinho segna la terza rete, oltre a servire l’assist vincente per Emanuelson.

Peccato solo che nel secondo tempo il Milan cali di intensità, lasciando vedere il suo punto debole del momento: la difesa. La contemporanea assenza di Alessandro Nesta e Philippe Mexes (oltre che di Mario Yepes) obbligano Allegri a schierare centrale Daniele Bonera. E nella ripresa il Cesena ha più di un’occasione per cercare di rifarsi sotto, finché Daniel Pudil non accorcia le distanze con la sua prima rete in maglia bianconera.

Ora, naturalmente, gli occhi sono puntati sul 25 febbraio, sullo scontro diretto con la Juventus, che ancora deve recuperare il match con il Bologna. Vincere per il Milan vorrebbe dire conservare il primato senza più preoccuparsi della partita in meno dei bianconeri. Viceversa una sconfitta potrebbe rappresentare una mazzata psicologica, dato che finora gli uomini di Antonio Conte hanno vinto entrambe le sfide dirette giocate in questa stagione.

Nell’attesa, dopo cinque partite del girone di ritorno possiamo comunque fare alcune annotazioni (tenendo conto dell’ancora non giocata Bologna-Juventus). Rispetto al girone di andata il Milan ha migliorato il suo bottino (10 punti contro gli 8 precedenti). Altrettanto può fare la Juventus, persino meglio dei rossoneri (9 i punti conquistati all’andata, 8 quelli attuali e 11 i potenziali). Tutto merito dell’imbattibilità dei bianconeri, che però pagano lo scotto di aver totalizzato finora ben dieci pareggi in ventitré partite. In questa settimana il Milan, oltre che attendere il verdetto della giustizia sportiva sulla squalifica di Zlatan Ibrahimovic, dovrà preparare al meglio la sfida, sperando che alcune sue pedine importanti possano lasciare l’infermeria.

Un’ultima nota sulla partita di oggi. Nonostante il risultato fosse in cassaforte, la necessità di far riposare gli uomini più utilizzati finora e i cori dei tifosi, Filippo Inzaghi è rimasto a bordo campo, a incitare i suoi compagni. Solo al minuto 90 Allegri gli ha concesso l’ingresso in campo. Pippo ha accettato anche questo e nei tre minuti che è stato in campo, come al solito, ha reclamato ogni possibile pallone: un grande gesto da parte del campione; un nuovo e inutile atto di crudeltà da parte dell’allenatore.

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