BARCELLONA-MILAN/ Quaresima Champions aspettando la Pasqua in Campionato

- Filippo Costa

Il Milan esce sconfitto dal Camp Nou e deve dire addio alla Champions League. A decidere la partita due rigore per il Barcellona e la rete di Iniesta. Il commento di FILIPPO COSTA

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Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (Infophoto)

Succede un po’ di tutto al Camp Nou, meno l’impresa che servirebbe a far passare il Milan. Succede che la squadra campione del mondo, capace di arrivare con la palla al piede in porta, passi con due rigori. Succede che a trasformarli sia la pulce Lionel Messi, che di solito finisce sul taccuino dell’arbitro per ben altre prodezze. Succede che l’unico gol rossonero di questa sfida di 180 minuti porti la firma di Antonio Nocerino, un centrocampista arrivato quasi “per caso” a Milanello in chiusura di mercato per nemmeno un milione di euro, che però in campionato ha realizzato già nove reti. Succede che Zlatan Ibrahmovic si faccia notare solo per l’assist vincente al compagno di squadra. Succede che il Milan accarezzi il sogno qualificazione per soli nove minuti. Succede che Pep Guardiola scopra di avere poteri divinatori, dato che se lo sentiva che i rossoneri sarebbero riusciti a segnare. Succede che dal 40’ del primo tempo il protagonista della partita, nel bene e nel male, diventi Bjorn Kuipers, fischietto olandese che sposta l’attenzione di tifosi e commentatori dalle prodezze delle ventidue “stelle” in campo ai contatti, alle tirate di magliette, ai blocchi in area e a quant’altro sia capace di fermare il gioco. Succede che sia Andres Iniesta, giocatore seguito in un passato che sembra così lontano dal Milan, a dare la certezza della qualificazione al Barca. Succede di salutare l’ingresso in campo Alexandre Pato e di vederlo sostituito dopo circa un quarto d’ora. Succede, proprio nel giorno in cui ad Antonio Cassano è stato dato il via libera dei medici, di pensare a come sarebbe potuta andare l’avventura in Champions League se ci fosse stato Fanta-Antonio. Succede che il Milan debba salutare anche quest’anno la competizione cui tiene di più.

Sì, alla fine è successo quello che un po’ tutti si aspettavano, forse con modalità del tutto inattese. Si potrà anche recriminare sulle decisioni di Kuipers (anche se le recenti “cadute di stile” sui gol fantasma lo sconsiglierebbero) o sui “tuffi” catalani che fanno fioccare cartellini gialli agli indirizzi dei rossoneri. Ma forse la cosa migliore da fare sarebbe augurarsi che Silvio Berlusconi facesse “bis”, che ancora (come all’andata) esprimesse il suo sconcerto e disappunto per la prova offerta dai suoi uomini. Con la speranza che decida di tornare ancora a occuparsi in prima persona della società e, soprattutto, del suo mercato.

Nell’attesa, c’è poco da far calare l’adrenalina: sabato torna il campionato, con una partita delicata contro la Fiorentina. I viola sono reduci da un’altra sconfitta e cercheranno di rifarsi. Il Milan dovrà cercare di tenere a debita distanza la Juventus impegnata più tardi a Palermo. Che impatto avrà questa eliminazione sul morale dei rossoneri? Lo scopriremo presto, sperando in un pronto riscatto, proprio alla vigilia di Pasqua.

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