MILAN-ATALANTA/ La maledizione di San Siro risveglia il fantasma di Terim

- Filippo Costa

Dopo la sconfitta interna contro la Sampdoria, il Milan perde a San Siro contro l’Atalanta. La situazione si sta facendo difficile per Massimiliano Allegri. Il commento di FILIPPO COSTA

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Massimiliano Allegri (Infophoto)

Si potrebbe pensare, visto il doppio ko consecutivo in casa (prima con la Sampdoria e poi con l’Atalanta) e la vittoria in trasferta a Bologna, che sul Milan gravi “la maledizione di San Siro”. O che forse siano gli avversari di volta in volta presenti al Meazza a godere di chissà quale effetti benefici. Basta pensare a come ieri i giocatori dell’Atalanta siano stati in grado di arrivare facilmente in area avversaria: merito loro o demerito dei rossoneri? Purtroppo ho l’impressione che ci troviamo nel secondo caso. La difesa milanista è apparsa ballerina e in evidente difficoltà quando l’Atalanta premeva sull’acceleratore: Christian Abbiati ha fatto sì che il passivo si limitasse a una sola rete. In attacco è invece già “sparito” Giampaolo Pazzini e a impegnare Andrea Consigli ci ha pensato Sthepan El Shaaraway, alla fine il migliore dei suoi. Sufficiente anche la prova di Urby Emanuelson. Per il resto buio completo, con un German Denis capace di sfiorare più volte la rete e di servire un assist d’oro (trasformato in gol) a Luca Cigarini. L’Atalanta è forse passata in vantaggio nel peggiore dei modi (un tiro da fuori area) rispetto alle occasioni avute. Grazie a questa vittoria, gli orobici hanno di fatto sorpassato il Milan in classifica, anche se i rossoneri restano davanti per via dei due punti di penalizzazione inferti ai nerazzurri.

Maledizioni a parte, quindi, se si va un po’più a fondo l’analisi diventa impietosa per gli uomini di Massimiliano Allegri. Nelle prime tre partite di campionato sono stati raccolti tre soli punti, contro tre squadre che non si possono certo considerare avversarie dirette per gli obiettivi sbandierati a inizio stagione (e che hanno creato divisioni tra il mister rossonero e Adriano Galliani). C’è da chiedersi cosa succederà quando sarà il momento degli “scontri diretti”, nei quali l’anno scorso il Milan ha dimostrato di saper raccogliere molto poco. Grazie a Zlatan Ibrahimovic, la squadra di Allegri era capace di “asfaltare” le piccole che incontrava sul suo cammino. Ora sembra che il “fortunoso” 3-1 di Bologna si debba considerare un’eccezione.

Fatih Terim è stato l’ultimo allenatore del Milan a essere esonerato: era il 2001. A distanza di undici anni Allegri potrebbe fare la stessa fine del turco. Se la “maledizione di San Siro” dovesse colpire anche martedì in Champions League contro l’Anderlecht, per il mister toscano potrebbe davvero essere il momento di preparare le valigie.

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